A conclusione dell'incontro è stato
stilato un documento congiunto, approvato da tutti i
presenti e consegnato al commissario europeo del settore
Borg. Sulla questione l'Associazione Armatori ha annunciato
la "linea dura". «E' stato necessario - si legge nel
documento degli Armatori del Molise - viste le disattese e
vane promesse sui problemi del caro gasolio. Il continuo ed
inspiegabile aumento del prezzo del carburante sta mettendo
in ginocchio tutto il comparto pesca. In questa situazione
i pescherecci lavorano in perdita e mentre è a rischio il
futuro delle imprese e migliaia di posti di lavoro, nessuna
soluzione viene prospettata da Bruxelles che continua a
vietare qualsiasi intervento pubblico a livello nazionale».
Secondo l'associazione che raggruppa gli armatori locali:
«Non è possibile alleviare con effetto sufficiente ed
immediato la crisi profonda che investe il settore, il
ricorso al "de minimis" o le misure previste dal Fondo
europeo per la pesca non riescono certo a risolvere questa
situazione». Dunque tutte le marinerie italiane sono ormai
d'accordo su un'azione forte e sinergica come lo sciopero.
«Si proclama lo stato di agitazione della categoria con
sciopero ad oltranza» hanno fatto sapere senza mezzi
termini i coordinatori dell'Associazione Armatori del
Molise. Dunque si preannuncia una vera e propria battaglia
su un problema che potrebbe determinare un colpo mortale al
settore, in zona parte integrande dell'economia regionale
già in difficoltà negli ultimi anni. Tempi difficili per i
marittimi così come per gli armatori che dovranno
rimboccarsi le maniche e cercare di uscire il prima
possibile da questo momento negativo per il comparto pesca.
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27/05/2008