Meravigliato ed estasiato per
l'affluenza in città di migliaia di curiosi, devoti e
turisti appassionati del folclore e delle tradizioni,
incantato alla fine del percorso e quindi della sfilata per
il successo di una manifestazione unica, quasi emozionato.
Dal balcone di palazzo San Giorgio sede del Municipio
cittadino, l'arcivescovo della Diocesi Campobasso Boiano
mons. Giancarlo Bregantini intorno alle ore 13,00 spargendo
la benedizione agli ingengi del Di Zinno, insieme al
sindaco Di Fabio al presidente Iorio all'assessore
regionale alla cultura Arco e ad altri amministratori
locali, ha chiuso un mattino radioso con un messaggio
esaltante e significativo che ha ammonito sebbene in un
giorno di festa a legare cielo e terra «L'augurio e che il
folclore e la spiritualità siano sempre uniti sempre
intrecciati mai disgiunti. Il cielo va unito alla terra,
l'affetto inseguito, questo lo stile su cui deve lavorare e
adeguarsi la città, tra i giovani soprattutto, con il fine
di rendere la terra sempre più giardino: bello e pulito».
In mattinata aveva parlato di Campobasso di questa grande
famiglia che si ritrova nelle feste facendo cenno al
Venerdì Santo e quindi anticipando quella prossima
dell'Infiorata del 31 maggio «Se togliete il cielo dalla
terra quest'ultima diventa fango. Il Molise è una regione
di campi di frumenti, ce ne sono dappertutto, terra di
pane, quindi, di gioia e di laboriosita, facciamo che
questo pane ci renda fratelli e che vada condiviso con chi
viene a ridarci la gioia e che come nei Misteri la bellezza
degli angeli rovesci il potere del male».
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26/05/2008