La vicenda, alla luce
del recente decreto sulla sicurezza che ha inasprito le
misure contro gli immigrati irregolari, forse avrebbe avuto
risvolti diversi. In realtà - come ricostruito in aula
dalla stessa testimonianza del carabiniere che procedette
alla verifica - prese avvio da una segnalazione telefonica
anonima. Sia la nipote della signora, nel frattempo
deceduta, sia il figlio della stessa hanno, tuttavia,
dichiarato in aula che la rumena era una semplice ospite. È
stato, invece, riconosciuto colpevole un uomo che, in
compagnia di un amico, venne fermato a bordo di un'auto
sulla Statale 85 Venafrana. Fu una pattuglia dei
carabinieri che, all'alba del 23 agosto del 2006, intimò
l'alt al mezzo. A bordo trovarono delle gabbie con
all'interno dei cardellini, nonché batterie, richiami
acustici e materiale vario per il bracconaggio. Per i due
occupanti dell'auto scattò la denuncia. Il giudice però ha
condannato il conducente alla guida al pagamento di
un'ammenda di 500 euro, oltre che alle spese processuali.
Per l'altro imputato il tribunale ha, invece, dichiarato
l'estinzione del reato. Un anno di reclusione e 500 euro di
multa, pena interamente condonata, il giudice del tribunale
di Isernia ha comminato ad un uomo accusato di furto
aggravato con scasso. Il ladro riuscì a introdursi in un
appartamento di Isernia e portando via due videocamere, una
fotocamera e un videotelefono. Il tutto per un valore di
circa 7mila euro. I rilievi della polizia scientifica
evidenziarono, proprio sulla porta forzata, alcune impronte
che vennero inviate negli uffici della polizia di Napoli.
Fu così possibile risalire all'autore che, alle fine,
restituì anche parte della refurtiva.
R.M.
Vai alla homepage
23/05/2008