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La extracomunitaria, in compagnia di un'anziana, era stata trovata in casa dai Carabinieri dopo una denuncia

A giudizio per la badante

ISERNIA Arrivano i carabinieri a casa e trovano l'anziana in compagnia di una rumena non assunta regolarmente. Nei guai finisce la nipote dell'anziana, rinviata a giudizio per violazione della normativa che regola l'immigrazione. Ma, siccome la donna, assistita dall'avvocato Nicola Di Biase, è riuscita a dimostrare la sua estraneità rispetto all'assunzione della badante che, all'epoca dei fatti avvenne da parte della nonna, è stata prosciolta da ogni accusa perchè il fatto non sussiste.

La vicenda, alla luce del recente decreto sulla sicurezza che ha inasprito le misure contro gli immigrati irregolari, forse avrebbe avuto risvolti diversi. In realtà - come ricostruito in aula dalla stessa testimonianza del carabiniere che procedette alla verifica - prese avvio da una segnalazione telefonica anonima. Sia la nipote della signora, nel frattempo deceduta, sia il figlio della stessa hanno, tuttavia, dichiarato in aula che la rumena era una semplice ospite. È stato, invece, riconosciuto colpevole un uomo che, in compagnia di un amico, venne fermato a bordo di un'auto sulla Statale 85 Venafrana. Fu una pattuglia dei carabinieri che, all'alba del 23 agosto del 2006, intimò l'alt al mezzo. A bordo trovarono delle gabbie con all'interno dei cardellini, nonché batterie, richiami acustici e materiale vario per il bracconaggio. Per i due occupanti dell'auto scattò la denuncia. Il giudice però ha condannato il conducente alla guida al pagamento di un'ammenda di 500 euro, oltre che alle spese processuali. Per l'altro imputato il tribunale ha, invece, dichiarato l'estinzione del reato. Un anno di reclusione e 500 euro di multa, pena interamente condonata, il giudice del tribunale di Isernia ha comminato ad un uomo accusato di furto aggravato con scasso. Il ladro riuscì a introdursi in un appartamento di Isernia e portando via due videocamere, una fotocamera e un videotelefono. Il tutto per un valore di circa 7mila euro. I rilievi della polizia scientifica evidenziarono, proprio sulla porta forzata, alcune impronte che vennero inviate negli uffici della polizia di Napoli. Fu così possibile risalire all'autore che, alle fine, restituì anche parte della refurtiva.
R.M.

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23/05/2008










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