Oggi se ne saprà di più. Ovviamente al
centro della vertenza c'è la legge n.33 del 1999 quella che
regola e disciplina il settore mercantile laddove
stabilisce le chiusure e le aperture degli esercizi
commerciali di negozi e dei grandi centri commerciali. Se
ne chiede una rivisitazione generale e quindi una
impalcatura amministrativa sul versante degli obblighi
temporali diversa e più omogenea per il pubblico e
soprattutto un migliore e maggiore rispetto del contratto
nazionale di lavoro per le giornate festive. Troppo poche
otto domeniche soprattutto per la grande distribuzione che
ne avanza di più ma uniformate ovviamente a tutto il
sistema e maggiori «aperture» per il commercio nella città
capoluogo di regione dove, come sostiene il presidente di
Confcommercio Paolo Spina, il settore viene penalizzato più
che altrove risentendo negativamente delle facilitazioni
che riceve in particolare nel basso Molise dove spesso e
volentieri molti campobassani e del Molise centrale si
recano per visite turistiche e escursioni culinarie e
quindi per compere «Chiediamo che si arrivi ad un
dispositivo di aperture e chiusure unico in tutta la
Regione - ha commentato Paolo Spina - altre deroghe a
vantaggio di una parte con riflessi e quindi ricadute
negativi per altre non è possibile permetterne. Prima di
decidere come e quando applicarle al di là di quelle
canoniche, festività natalizie e estive, aspettiamo gli
esiti delle ricerche e delle rilevazioni fatti
dall'Osservatorio regionale sul commercio. Credo che 15-20
domeniche all'anno di apertura extra sono più che
sufficienti. Bisogna rivedere la legge n. 33 che regola il
Commercio, ci sono troppe deroghe bisogna uniformarle e
omogeneizzarle meglio. Poi c'è l'aspetto sindacale. A
tutela dei lavoratori stiamo lavorando con i rappresentanti
sindacali affinchè sia riconosciuto e quindi pagato il
lavoro domenicale evitando i "trucchi" che attualemnete
vengono fatti per evitare che questo accada e per impedire
una evidente distorsione dei flussi dei consumi tutti
poggiati su una parte e soprattutto mettendo a punto con
l'assessore Marinelli, disponibile su questo versante,
quelle poltiche di sostegno per tenere in piedi nei piccoli
paesi quelle botteghe del commercio che sono un baluardo
insostibuile per i vecchi e quindi per la continuità dei
servizi minimi». Una materia in piena evoluzione che vede
coinvolto un mondo pieno di numeri e di aspettative. Nel
Molise ci sono circa ventimila addetti al commercio in
oltre diecimila esercizi commerciali, un' economia che
attraversa un brutto momento e che ha creato negli ultimi
tempi, causa una normativa troppo sbilanciata e favorevole
per alcuni e troppo penalizzante per altri, una situazione
e un clima di incertezza e di impoverimento in larghi
settori in particolare in quelli al piccolo dettaglio.
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23/05/2008