«I produttori di mais della piana di Venafro - lamenta la
Coldiretti - vedono sparire in una notte tutta le semina
effettuata il giorno prima; i cinghiali raccolgono di notte
ciò che è stato seminato di giorno». Infine si aggiunge:
«Sembra addirittura che questo tipo di danno non sia
neanche riconosciuto e, quindi, risarcibile da parte della
regione. È quanto, stupefatti, si è appreso dall'Ufficio
agricolo di zona dell'assessorato all'Agricoltura».
In
realtà i contributi per questi danni esistono. «I danni
derivanti da fauna selvatica, incluso quindi dai cinghali,
sono riconosciuti e risarcibili in base alla legge
regionale n.6 del 1983, aggiornata dalla legge regionale
n.23 dell'8 maggio '95. I modelli per la richiesta di
risarcimento sono reperibili presso gli Uffici agricoli di
zona della Regione, oltre che nei Comuni. Ecco l'iter:
inoltrata la richiesta, i tecnici provvederanno a fare un
sopralluogo per quantificare il danno stimato in base ad un
prezzario approvato con delibera di giunta regionale 551
del 30 maggio 2007. Viene stilato un verbale di
accertamento poi trasmesso all'Ufficio gestione risorse
faunistiche. Che procederà al risarcimento in base alle
disponibilità di bilancio». Questo è quanto ci ha risposto
l'Ufficio agricolo di zona.
R.M.
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22/05/2008