Resta da vedere quali, tra i tanti uffici «bisognosi» di
rafforzamento saranno subito oggetto di questi
provvedimenti. Certamente, sono state individuate delle
situazioni prioritarie, rispetto alle quali la
disponibilità di nuove unità potrà rappresentare una
boccata di ossigeno. Inoltre, presto scatterà una nuova
fase di mobilità che riguarderà tanti portalettere molisani
attualmente in altre regioni. Misure che difficilmente
serviranno a bloccare lo sciopero indetto per il 26 maggio
su tutto il territorio provinciale. Una decisione drastica
quella dei sindacati di categoria ma resasi inevitabile
perché, come sottolineato più volte dalle parti sociali, il
dialogo con l'azienda non ha dato i frutti sperati. Anzi, i
numerosi tavoli di confronto convocati per trovare un
accordo sono miseramente falliti. Così, lunedì braccia
conserte per protestare contro l'assenza di personale e il
conseguente carico di super lavoro che si riversa sui
dipendenti in servizio costretti a fare diverse ore di
straordinario per sopperire alla carenze. Da parte sua,
l'azienda fa sapere che sta correndo ai ripari e dovrebbe
farlo con un piano di assunzioni che riguardano anche tanti
giovani che hanno già prestato servizio per un periodo di
alcuni mesi e che sono stati iscritti così all'interno di
una graduatoria. Come in molte zone d'Italia anche le
province di Campobasso e Isernia saranno interessate da un
rafforzamento del personale. In questo frangente, saranno
gli attuali portalettere ad essere riconvertiti nel ruolo
di personale alla sportelleria. Infatti, è sicuramente
questo il settore con le maggiori carenze. Un segnale che
fors può riaprire un confronto ma, che difficilmente
riuscirà a risolvere i problemi di organico
sotto-dimensionato. Un caso emblematico, del quale si sente
parlare con cadenza regolare per i forti disagi a danno
degli utenti, quello di Venafro. Anche in giorni di
sovraccarico lavorativo, come la riscossione delle
pensioni, molti degli sportelli dell'agenzia restano chiusi
al pubblico per mancanza di personale. Gli effetti sono
facilmente immaginabili: code di due, tre ore, tensioni tra
gli utenti e anche tra gli operatori costretti a lavorare
in un clima difficile. Una situazione, in questi giorni,
peggiorata anche dal guasto allo sportello automatizzato
per le operazioni tramite "postamat". Fuori uso da venerdì,
costringe molti utenti ad usufruire del servizio
all'interno andando ad allungare le code. Già interpellata
dalla passata amministrazione con la richiesta di aprire un
secondo ufficio postale, magari funzionante tramite
turnazione solo alcuni giorni la settimana, la direzione
provinciale, tempo addietro ha fatto sapere che non c'erano
i presupposti perché ciò avvenisse, più di recente ha
lasciato cadere nel silenzio tale richiesta. Gli utenti,
spesso protagonisti di sit-in di protesta e spesso portati
a prendersela con chi sta dall'altra parte probabilmente
non sanno che le proprie lamentele e le proprie richieste
sono le stesse dei dipendenti.
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22/05/2008