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Intanto per il 26 maggio è stata indetta un'agitazione

Poste Italiane aumenta l'organico di dieci unità

Stefania Gemma
VENAFRO Entro il 30 giugno, dovrebbero essere inserite dieci nuove unità di personale all'interno degli uffici postali della provincia di Isernia. Il numero è approssimativo, ma la voce ha il suo fondamento. Il tutto, rientra in un piano di «sportellizzazione» che l'azienda ha intrapreso su tutto il territorio nazionale.

Resta da vedere quali, tra i tanti uffici «bisognosi» di rafforzamento saranno subito oggetto di questi provvedimenti. Certamente, sono state individuate delle situazioni prioritarie, rispetto alle quali la disponibilità di nuove unità potrà rappresentare una boccata di ossigeno. Inoltre, presto scatterà una nuova fase di mobilità che riguarderà tanti portalettere molisani attualmente in altre regioni. Misure che difficilmente serviranno a bloccare lo sciopero indetto per il 26 maggio su tutto il territorio provinciale. Una decisione drastica quella dei sindacati di categoria ma resasi inevitabile perché, come sottolineato più volte dalle parti sociali, il dialogo con l'azienda non ha dato i frutti sperati. Anzi, i numerosi tavoli di confronto convocati per trovare un accordo sono miseramente falliti. Così, lunedì braccia conserte per protestare contro l'assenza di personale e il conseguente carico di super lavoro che si riversa sui dipendenti in servizio costretti a fare diverse ore di straordinario per sopperire alla carenze. Da parte sua, l'azienda fa sapere che sta correndo ai ripari e dovrebbe farlo con un piano di assunzioni che riguardano anche tanti giovani che hanno già prestato servizio per un periodo di alcuni mesi e che sono stati iscritti così all'interno di una graduatoria. Come in molte zone d'Italia anche le province di Campobasso e Isernia saranno interessate da un rafforzamento del personale. In questo frangente, saranno gli attuali portalettere ad essere riconvertiti nel ruolo di personale alla sportelleria. Infatti, è sicuramente questo il settore con le maggiori carenze. Un segnale che fors può riaprire un confronto ma, che difficilmente riuscirà a risolvere i problemi di organico sotto-dimensionato. Un caso emblematico, del quale si sente parlare con cadenza regolare per i forti disagi a danno degli utenti, quello di Venafro. Anche in giorni di sovraccarico lavorativo, come la riscossione delle pensioni, molti degli sportelli dell'agenzia restano chiusi al pubblico per mancanza di personale. Gli effetti sono facilmente immaginabili: code di due, tre ore, tensioni tra gli utenti e anche tra gli operatori costretti a lavorare in un clima difficile. Una situazione, in questi giorni, peggiorata anche dal guasto allo sportello automatizzato per le operazioni tramite "postamat". Fuori uso da venerdì, costringe molti utenti ad usufruire del servizio all'interno andando ad allungare le code. Già interpellata dalla passata amministrazione con la richiesta di aprire un secondo ufficio postale, magari funzionante tramite turnazione solo alcuni giorni la settimana, la direzione provinciale, tempo addietro ha fatto sapere che non c'erano i presupposti perché ciò avvenisse, più di recente ha lasciato cadere nel silenzio tale richiesta. Gli utenti, spesso protagonisti di sit-in di protesta e spesso portati a prendersela con chi sta dall'altra parte probabilmente non sanno che le proprie lamentele e le proprie richieste sono le stesse dei dipendenti.

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22/05/2008










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