Contraccolpi durissimi non solo per
la situazione occupazionale, ma anche per le ricadute su un
territorio che in molti casi ha proprio nella scuola
l'ancora di sopravvivenza più forte. Il coordinamento
Piccoli Comuni, auspica l'apertura di un tavolo di
confronto regionale su tali tematiche. In particolare,
sulla attuazione della circolare ministeriale n.19/2008, al
di là dei numeri, si richiede una ragionata ed attenta
valutazione per l'impatto che avrà la razionalizzazione,
necessaria, nelle piccole realtà. Si teme la chiusura di
molte scuole che operano nei comuni più piccoli con gravi
ripercussioni sulla qualità della vita e sulla
sopravvivenza stessa di queste comunità che rivestono una
importanza strategica sotto il profilo culturale e di
coesione sociale. «Nelle piccole realtà - sottolinea Anci
Molise - ci si scorda del fatto che le scuole oltre il
servizio essenziale che forniscono, sancito dalla
Costituzione, sono spesso l'unico presidio collettivo
educativo e culturale». La eventuale chiusura delle scuole
metterebbe in ulteriore difficoltà tante famiglie, mettendo
a rischio la permanenza abitativa delle giovani generazioni
in questi borghi, ricordando che le difficoltà di
spostamento determinate da fattori climatici-ambientali
contribuiscono a favorire scelte alternative. «E' in tal
senso - chiede l'Anci - che le istituzioni hanno l'obbligo
di effettuare una razionalizzazione su territori omogenei,
con criteri meno sommari, escludendo dal calcolo i piccoli
Comuni. L'auspicio è che sia garantita la permanenza di
almeno un corso funzionante in ogni scuola del primo ciclo
educativo, tenendo presente situazioni di disagio nelle
aree interne e montane nella definizione dei contingenti
provinciali. Ribadendo quanto detto dal nostro Coordinatore
nazionale Amalfitano al Ministro per la Pubblica
Istruzione, chiediamo al Ministro di intervenire presso gli
uffici scolastici regionali, sospendendo temporaneamente le
decisioni adottate e procedendo , nel pieno rispetto delle
competenze dei diversi ruoli istituzionali, concertando con
ogni possibile flessibilità gli interventi territoriali da
compiere, individuando così le soluzioni appropriate e le
alternative possibili».
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20/05/2008