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Stefania Gemma VENAFRO Sopprimere le scuole sarebbe un ...

Stefania Gemma
VENAFRO Sopprimere le scuole sarebbe un colpo mortale per tanti piccoli comuni del territorio interno. È il grido d'allarme lanciato dall'Anci Molise che esprime viva preoccupazione per il taglio di 215 posti di organico nel settore.

Contraccolpi durissimi non solo per la situazione occupazionale, ma anche per le ricadute su un territorio che in molti casi ha proprio nella scuola l'ancora di sopravvivenza più forte. Il coordinamento Piccoli Comuni, auspica l'apertura di un tavolo di confronto regionale su tali tematiche. In particolare, sulla attuazione della circolare ministeriale n.19/2008, al di là dei numeri, si richiede una ragionata ed attenta valutazione per l'impatto che avrà la razionalizzazione, necessaria, nelle piccole realtà. Si teme la chiusura di molte scuole che operano nei comuni più piccoli con gravi ripercussioni sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza stessa di queste comunità che rivestono una importanza strategica sotto il profilo culturale e di coesione sociale. «Nelle piccole realtà - sottolinea Anci Molise - ci si scorda del fatto che le scuole oltre il servizio essenziale che forniscono, sancito dalla Costituzione, sono spesso l'unico presidio collettivo educativo e culturale». La eventuale chiusura delle scuole metterebbe in ulteriore difficoltà tante famiglie, mettendo a rischio la permanenza abitativa delle giovani generazioni in questi borghi, ricordando che le difficoltà di spostamento determinate da fattori climatici-ambientali contribuiscono a favorire scelte alternative. «E' in tal senso - chiede l'Anci - che le istituzioni hanno l'obbligo di effettuare una razionalizzazione su territori omogenei, con criteri meno sommari, escludendo dal calcolo i piccoli Comuni. L'auspicio è che sia garantita la permanenza di almeno un corso funzionante in ogni scuola del primo ciclo educativo, tenendo presente situazioni di disagio nelle aree interne e montane nella definizione dei contingenti provinciali. Ribadendo quanto detto dal nostro Coordinatore nazionale Amalfitano al Ministro per la Pubblica Istruzione, chiediamo al Ministro di intervenire presso gli uffici scolastici regionali, sospendendo temporaneamente le decisioni adottate e procedendo , nel pieno rispetto delle competenze dei diversi ruoli istituzionali, concertando con ogni possibile flessibilità gli interventi territoriali da compiere, individuando così le soluzioni appropriate e le alternative possibili».

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20/05/2008










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