Un paio in particolare. Si tratterebbe di
assidui frequentatori del monolocale di vico Terzo
«Belvedere» di Isernia dove la brasiliana aveva vissuto le
sue ultime ore. Dunque si indaga anche nella vita di
qualcun altro, non solo in quella della 48enne arrivata in
Italia per diventare una ballerina professionista e finita
a ballare nei night. Si indaga per definire il possibile
movente che ha fatto impugnare un oggetto appuntito
all'assassino per conficcarlo nel petto della brasiliana.
Un lavoro difficile per i carabinieri e Procura pentra
perchè, tra l'altro, ancora non è stato stabilito il giorno
e l'ora della morte della donna. Forse 24 ore prima della
scoperta del cadevere. Forse 34. Un dettaglio non di poco
conto per i raffronti con gli alibi degli uomini fortemente
sospettati. I familiari di Marinalba attendono gli
sviluppi. Gracinha, sorella della vittima, e Gilberto, il
figlio, vivono giorni di apprensione. È dal 7 marzo scorso
che sperano di ricevere una telefonata e sentire che il
caso è chiuso e l'assassino assicurato alla giustizia.
Gracinha, da queste colonne, aveva lanciato un appello
all'omicida. Gli aveva gridato «costituisciti». Appello
caduto nel vuoto. Entrambi sono stati ascoltati molte volte
in caserma, ma dai loro racconti della vita di Marinalba
pare non sia emerso nulla di interssante. Lei aveva scelto
di non confidare le sue paure per proteggerli?
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20/05/2008