Il rilancio innovativo verterà su taluni elementi
essenziali, quali: la crescita dimensionale delle P.M.I.,
che dovrà essere favorita con interventi fiscali, normativi
e finanziari; il miglioramento tecnologico per aumentare il
tasso di innovazione delle produzioni; il sistema delle
esportazioni all'estero che sarà favorito con sostegni
concreti; la nascita di nuove imprese, lo sviluppo del
turismo e il cofinanziamento della ricerca scientifica e
tecnologica.
L'obiettivo primario del rilancio sarà
quello di sostenere il valore economico-finanziario delle
P.M.I., che dovrà servire al riequilibrio funzionale, dove
occorre, all'autofinanziamento e agli investimenti
industriali. Le politiche per l'innovazione dovranno essere
mirate ed avere una loro coerenza interna.
A tal
proposito, buone e confortanti notizie giungono dalla UE
sul trattato di Lisbona; circa le nuove vie che si aprono
alle liberalizzazioni e per le infrastrutture e su come
combattere insieme il cambiamento climatico, il terrorismo
e la trasparenza dei mercati finanziari.
Per dare
maggiore consistenza alla nostra economia, ed allontanarci
dalla crescita zero, necessita un incremento nuovo, moderno
verso la politica produttiva, indirizzato su valori
consistenti è fondata su rinnovati modelli di sviluppo
organizzativo.
La nuova disciplina che ci offre
nell'ambito dei sistemi aziendali, queste nuove modalità di
comportamento, è la "Organizzazione Aziendale".
Le
variabili più significative per la nostra crescita sono in
sintesi: l'aumento della produttività delle nostre
produzioni, oggi assai modesta, l'innovazione e quindi la
maggiore competitività sui mercati. Tutto ciò potrebbe far
sperare di raggiungere e superare almeno l'obiettivo
dell'1% di crescita.
L'aumento della produttività,
consente alle nostre imprese di ridurre a parità dei
fattori impiegati e di costi totali, il costo unitario dei
prodotti, che influisce positivamente sulla competitività
di esse, nei vari mercati.
Per la crescita della
produttività, serve inoltre che le varie "Istituzioni
locali" assicurino buone infrastrutture, buoni servizi
pubblici e rispetto della concorrenza. Questo è il campo in
cui l'attività economica moderna deve esplicarsi.
L'efficienza di un sistema economico Nazionale o
Regionale, dipende dunque dalla capacità di accrescere la
sua produttività; nel migliore utilizzo dei suoi fattori e
nel modo di combinarli con efficacia e competenza.
I
tre termini: produttività, innovazione e competitività,
sono fra loro intimamente collegati, ma necessità il ruolo
essenziale che deve essere svolto dal "Contesto
Istituzionale".
L'innovazione molla vera per la
crescita è un fatto di cultura e di mentalità; bisogna
innovare prodotti e tecniche di lavorazione, mettendo anche
in discussione le tradizionali specializzazioni. Le
difficoltà del nostro sistema produttivo regionale stanno
nell'affrontare la concorrenza dei paesi della Comunità ed
emergenti, specie nei settori a maggiore intensità
tecnologica.
Il ruolo della politica Pubblica per
l'innovazione, la ricerca e quant'altro, non ha mai avuto,
nel nostro modello di sviluppo un indirizzo di priorità;
mentre negli altri Stati della Comunità Europea (Francia,
Germania, Islanda, Svezia, Estonia ecc.), la crescita è un
fatto naturale, che si estrinseca col trasferimento alla
produzione delle conoscenze e delle nuove tecnologie.
Benedetto Onorato
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19/05/2008