I vincoli o limiti allo sviluppo del meridione sono
anche legati alla lentezza e al ristagno
politico-amministrativo delle sue Regioni, che rendono la
crescita e l'economia in uno stato perverso di incoerenza e
di ritardo. Lo spettro che si presenta oggi nel sud
d'Italia, è quello della stagflazione, dovuta all'aumento
dei prezzi e alla mancanza di crescita dell'economia. Si
tratta in realtà, di due differenti sistemi, entrambi
localistici: uno al sud vetusto ed arretrato; uno al nord
più efficiente nel creare sviluppo. La questione
meridionale, risalente all'unità d'Italia, presenta ancora
oggi quell'insieme di problemi politici, sociali ed
economici ancora poco affrontati e non del tutto risolti.
Nella società meridionale, si è andato sempre più
affermando nel tempo un «ceto» piccolo borghese, poco
produttivo legato prevalentemente alle attività
amministrative dello Stato e degli enti pubblici; mentre
più si consolidava il fenomeno mafioso e camorristico. Oggi
i lavoratori, gli operai specializzati, i giovani laureati
e diplomati lasciano il meridione, perchè il lavoro non lo
trovano e cercano la loro affermazione altrove. Il sud
d'Italia rappresenta oggi una delle aree più
sottosviluppate della Comunità europea. Nell'economia del
meridione, la teoria di sviluppo coordinato e sostenibile
non ha avuto nel passato molto successo. Ad esso, si è
preferito, in generale lo sviluppo disgiunto consistente in
realizzazioni scollegate non sistemiche, ma presentate
tramite gli strumenti di comunicazione di massa con
esagerato clamore ridondante. Al contrario di quanto
avveniva nelle regioni del nord, dove l'accelerazione e
l'evoluzione dei vari metodi tecnici e tecnologici aprivano
a migliori risultati circa il cambiamento, la crescita e lo
sviluppo. Scrive il governatore della Banca d'Italia, nella
sua relazione svolta a fine maggio 2007, che il quadro di
"un'Italia arcaica" passa attraverso l'enorme ritardo del
sud, che si può osservare nei vari e molteplici aspetti
politico-amministrativi-sociali e che l'esistenza così
marcata del divario esistente fra nord e sud, mostra
chiaramente che il problema non è solo un fatto di regole,
ma anche della loro corretta e concreta applicazione. Nella
società meridionale cresce il disagio, esso è maggiormente
percepito dal ritorno alle appartenenze locali; riemergono
i localismi che tendono ad alimentare divisione più che
crescita. Tutto ciò è un freno allo sviluppo totale del
sistema Italia.
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12/05/2008