Dal risultato
dell'Italia dei Valori in Molise, «che ci carica di
responsabilità e ci chiama a dare il massimo dell'impegno,
come ho già fatto da Ministro delle Infrastrutture in
questi due anni», alle vicende nazionali, a partire dalla
Commissione di vigilanza sulla Rai, per la quale l'ex Pm di
«Mani pulite» rivendica la guida, per assicurare il «vero
controllo sulla tv di Stato da parte dei cittadini».
E'
un Di Pietro dirompente e irruento, quantomeno nei modi,
quello che l'altra sera ha ringraziato gli elettori nella
festa organizzata all'hotel «Le Cupolette» di Vinchiaturo,
davanti a tantissimi simpatizzanti. Quelli che lo hanno
votato e quelli sui quali riesce a fare facilmente breccia,
quando annuncia di essere disponibile anche a «firmare un
patto con il diavolo, pur di contribuire allo sviluppo di
questa terra». Non le manda certo a dire quando si tratta
di attaccare il centrodestra, «ma non mi tirerò certo
indietro se si tratterà di fare qualcosa per il Molise».
E sul «caso Pallante», fuori dal Parlamento per lasciar
posto allo stesso Berlusconi, la sua visione è asettica,
come sempre.
«E' la seconda volta che succede, due
anni fa restò fuori De Matteis per far posto a La Loggia,
adesso è toccato a Pallante. Gli prometteranno
probabilmente un «contentino», ma da uomo di carattere
quale mi dicono sia mi auguro lo rifiuti. Noi invece siamo
riusciti a portare in Parlamento ben tre rappresentanti,
tra cui una donna, il sindaco di Campomarino Anita Di
Giuseppe».
E Anita Di Giuseppe, insieme ad Astore e
allo stesso Di Pietro era ieri a Vinchiaturo per
ringraziare gli elettori e annunciare il suo impegno a
Montecitorio, già concretizzato con la firma della mozione
per la liberazione di Ingrid Betancourt. Una questione di
ampio respiro, così come la la polemica sulle dichiarazioni
dei redditi on line, che sta sollevando un polverone.
«La diffusione delle dichiarazioni dei redditi su
Internet va regolamentata, ma la decisione dell'Agenzia
delle entrate non deve essere condannata a priori - ha
affermato il Ministro - le dichiarazioni esistono già su
carta. Ognuno può accedervi. Non bisogna criminalizzare la
trasparenza, perchéanche così si combatte l'evasione
fiscale». Presto Di Pietro dovrà rinunciare al suo ruolo
di Ministro e all'impegno istituzionale. Quanto alla
composizione del nuovo esecutivo il suo auspicio è che
negli incarichi di prestigio vadano figure di grande
livello. Come al dicastero della giustizia, quello più
conteso, da affidare a suo avviso a una figura «alta e
sopra le parti, non uno dei suoi» e non certo a chi dice di
capire di giustizia solo perché l'ha praticata».
C.S.
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05/05/2008