«Da successivi accertamenti
depositati dagli appellanti - ha spiegato il legale Di
Pardo - è emerso che lo stesso Catasto ha ritenuto le aree
in questione non appartenenti al Demanio marittino. Questo
è stato invece il presupposto dal quale era partito il
giudice del Tribunale di Campobasso che considerava come
punto d'inizio la demanialità dell'area e, quindi, è stata
una conseguenza dichiararle non usucapibili. Sulla base di
questo, aveva condannato. Quelle aree del Lido di
Campomarino potrebbero essere considerate attualmente
usucapibili». Nel definire sul litorale di Campomarino ciò
che fa parte del demanio marittimo e ciò che è invece al di
fuori di esso, il legislatore ha deciso di attribuire
efficacia dirimente alle risultanze catastali. Si tratta di
una scelta innovativa rispetto al diritto vivente che,
invece, considera la demanialità come una qualità immanente
alla natura del bene da escludere quando manchino il
requisito obiettivo della sua effettiva destinazione alla
pubblica funzione ed il requisito subiettivo della
manifestazione di volontà dell'ente pubblico diretto ad
acquistare il bene ed a sottoporlo al regime demaniale. Il
legislatore si è riferito, come parametro temporale per
l'individuazione delle mappe catastali, a quelle esistenti
alla data di entrata in vigore della legge di conversione
del decreto per cui eventuali modifiche successive delle
stesse non hanno valore. «Effettivamente a seguito del
nuovo inquadramento da parte del Catasto - ha concluso Di -
Pardo - si aprono scenari diversi che la Corte di Appello
potrà valutare e che il giudice di primo grado non ha
potuto approfondire. Con questa pronuncia abbiamo visto
vanificato il provvedimento pesante del Tribunale di
Campobasso».
A.S.
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04/05/2008