Le ragioni addotte sono tantissime e sono tutte contenute
nel documento che è stato inviato al Ministero
dell'Ambiente, alla Regione Molise, alla provincia di
Campobasso. Si va dall'impatto sonoro (l'impianto
produrrebbe un notevole inquinamento acustico sulla costa i
cui effetti si propagarrebbero anche ai comuni limitrofi)
all'impatto visivo e paesaggistico. «La documentazione
prodotta dalla Effeventi - dice il Comune di Termoli - è
totalmente carente di uno studio circa la stabilità dei
fondali marini a tre miglia dalla costa». Ma il Comune
parla anche si impatto sulla fauna stanziale e migratoria
oltre ad un grave impatto socio-economico. «L'impianto
eolico - aggiunge ancora in sintesi il Comune di Termoli
che si è interessato della questione attraverso lo stesso
Sindaco Vincenzo Greco che si è avvalso di esperti -
avrebbe effetti negativi macroscopici sulla pesca (esistono
operatori della pesca con licenza entro le tre miglia, che
quindi si vedrebbero interdire il tratto di mare per le
loro attività di pesca) sul turismo ma anche sul
commercio». «Il parco eolico - conclude in sintesi la lunga
osservazione del Comune di Termoli - comporta un
impoverimento generale delle popolazioni che vivono
stabilmente sul tratto di costa interessato e peggiorerebbe
notevolmente la qualità della vita anche sotto altri
profili a causa dei problemi legati al rumore e al
cambiamento dei valori fondamentali dell'ambiente». Il
comune di Termoli chiede alla Regione Molise di esprimersi
in merito al più presto per evitare questo altro scempio
inferto all'Ambiente dopo l'arrivo della centrale turbogas
del nucleo industriale di Termoli Valle del Biferno che ha
portato solo danni alla popolazione, solo funi e nessun
risparmio sulle bollette dell'energia. La presa di
posizione chiara del Sindaco Greco e dell'amministrazione
comunale di Termoli si unisce a quella espressa ieri
l'altro dall'amministrazione comunale di Petacciato, dal
Consiglio Comunale all'unanimità. Parere contro anche di
Montenero. Si è creato lungo la costa un fronte comune del
"no" anche se lo spauracchio dell'eolico selvaggio oltre a
Termoli e Petacciato si affaccia su Campomarino e la costa
sud dove una società di Cesena ha presentato un altro
progetto imponente di una cinquantina di pali. «Dopo il
danno della turbogas - dice un cittadino - l'invasione
eolica dell'energia pulita è una autentica beffa».
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01/05/2008