Su di loro la pesante accusa di
sequestro di persona e maltrattamenti nei confronti di
alcuni ospiti della struttura di località «San Mariano»
chiamata «Il Resto d'Irsaele». Ieri, nel tardo pomeriggio,
la decisione del Gip del Tribunale di Isernia, Laura
Scarlatelli, di rimettere i tre indagati in libertà, dopo
un nuovo interrogatorio.
Ma andiamo con ordine. La
vicenda comincia nel 2007 con una denuncia ai carabinieri
da parte di uno degli ospiti della Comunità, persone con
problemi e sottoposte a programmi di riabilitazione.
L'indagine, i primi riscontri e quindi l'arresto 2 febbraio
scorso. «Siamo innocenti. Non abbiamo fatto nulla di male».
Fanno sapere i tre, attraverso i loro avvocati Mariella
Antonilli e Salvatore Aronne. I due legali in Tribunale
cominciano a depositare una serie di prove documentali a
sostegno della dichiarazione di «innocenza». Dopo una
settimana di carcere, a Ponte San Leonardo, la prima
istanza di libertà viene accolta parzialmente. I tre
ottengono i domiciliari. Ieri la libertà senza alcuna
interdizione o restrizione. Pertanto possono tornare anche
alla Comunità di Rionero Sannitico. «Siamo soddisfatti» -
ha detto l'avvocato Antonilli pur sapendo che l'indagine
non è chiusa. Il Pm ha chiesto sei mesi di proroga.
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30/04/2008