Un momento dove la
minoranza del partito troverà e quindi spiegherà tutte le
ragioni del suo malessere pronta a valutare le posizioni
della segreteria e dei suioi collaboratori sebbene
quest'ultimi nella conferenza stampa di qualche giorno fa
hanno cercato di buttare acqua sul fuoco nel tentativo di
rimettere a posto i cocci della sconfitta delle Politiche.
Naturalmente il fronte si allarga e la richiesta di
dimissioni della segretraia si fa più consistente. Domenico
Di Lisa che rappresenta un'ampia porzione del dissenso
pronto a dare battaglia lunedì prossimo per un radicale
cambiamento e per un Congresso straordinario del partito
che rimetta in discussione l'assetto dirigista del Piddi
anticipa «Occorre mettere in campo un nuovo gruppo
dirigente capace di interpetrare l'esigenza di rinnovamento
e di cambiamento che gli elettori del Pd hanno lanciato con
chiarezza. C'è bisogno di un gruppo dirigente che assuma
l'impegno di una profonda riforma della politica». Una
situazione tumultuosa di estremo disagio su cui molti
soffiano aliti di fuoco. Un quadro incadescente si registra
anche negli enti maggiori su cui viene puntato maggiormente
l'attenzione e dove si formano fronti se non ostili
quantomeno distanti dal vertice del Pd. Nella stessa
Provincia dove la Macchiarola, infatti, è consigliere, un
nutrito gruppo di consiglieri si è sfilato dalla leadershp
del partito per spostrasi su altre autonome aggregazioni,
chi intorno a D'Ascanio, chi alla finestra ad aspettare
l'evoluzione della situazione così come al Comune di
Termoli e a quello di Campobasso.
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27/04/2008