Solo attraverso il coinvolgimento anche
degli adulti di riferimento, genitori, insegnanti e
personale ATA, infatti, è possibile incidere
significativamente sulle variabili situazioni che
determinano il disagio. «Conflitti in famiglia, nella
scuola, negli ambiti comunitari sono realtà presenti nella
vita di ciascun ragazzo e sono esperienze che, se negative,
lasciano segni profondi nel percorso della crescita e
possono condizionare pesantemente la quotidianità sia
individuale che sociale. Uno "spazio" importante - ha
dichiarato la Di Ioia - va dato al "progetto di vita" di
ciascun ragazzo che per crescere in modo consapevole ha
bisogno di tutta la comunità. La scuola in tale ottica
diventa un luogo determinante per la ricerca delle
problematiche e per la "cura". In riferimento a tale
premessa un gruppo di esperti propone una conferenza, che
vuole essere un punto di partenza per un percorso
formativo-attivo. La conferenza ha lo scopo - ha
sottolineato Di Ioia - di formare e informare genitori,
docenti, personale Ata e tutti coloro che si occupano
dell'educazione e dello sviluppo dell'individuo (nonni,
tutori etc.). Vuole essere un momento di riflessione, una
pausa costruttiva di un percorso, l'inizio di un "nuovo
modo di affrontare il tema educativo", che si può tradurre
in un progetto di rete, di lunga durata a seconda delle
esigenze, delle dinamiche riscontrate, dei bisogni. Nel suo
intervento la Dott.ssa Mazzeo ha inteso sottolineare come
la scuola può contribuire efficacemente e consapevolmente
al processo di crescita degli adolescenti. «Un'adolescenza
infelice, può semplicemente bloccare l'empowerment, la
capacità, cioè, di diventare padroni della propria vita, la
capacità, se mi è concessa la metafora, di mettersi al
timone della propria nave - ha sottolineato la Mazzeo -.
Che tutto ciò abbia conseguenze invalidanti in età adulta,
credo sia lapalissiano e non abbia bisogno di spiegazioni,
forse è appena il caso di aggiungere che gli individui che
bloccano questo processo di crescita oltre a danneggiare se
stessi, spessissimo riversano le proprie frustrazioni sulle
persone di cui dovrebbero prendersi cura, e penso
soprattutto ai figli che a loro volta ripeteranno questi
comportamenti, creando così un circolo vizioso che si
perpetrerà all'infinito. Ecco allora che la scuola - ha
rimarcato la Mazzeo - può intervenire favorendo la
formazione dell'homo faber fortunae suae». Al convegno
erano presenti anche la Dott.ssa Nunzia Lattanzio e l'Avv.
Vincenzo Iacovino.
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22/04/2008