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Molise

Poste italiane, riparte il confronto sindacale

Aldo Ciaramella



CAMPOBASSO Passa al secondo livello, l'ultimo, il confronto tra i sindacati e i vertici di Poste italiane. Quello di pochi giorni fa effettuato con le due direzioni locali delle risorse umane è stato un fallimento dicono le rappresentanze sindacali della triplice.

Da una parte quindi Cgil Cisl e Uil che continuano a chiedere personale al recapito e agli sportelli, dall'altra l'azienda, da quello che riferisce la rappresentanza sindacale autorizzata alle trattative, che evidentemente respinge situazioni di ampliamento di quadri in quei settori che negli ultimi anni hanno risentito della carenza di organici. Si aspetta quindi quest'ultimo faccia a faccia che i sindacati avranno a Bari in settimana presso gli uffici della direzione regionale Sud 1 relazioni industriali per stabilire probabilmente il da farsi. I sindacati di categoria si preparano a questo punto anche a quello che probabilmente stanno pensando da tempo: lo sciopero. La richiesta è quella di sempre, l'allargamento dei quadri anzi un giusto riadeguamento dei ranghi a quelle che sono le esigenze soprattutto del servizio del recapito. Cgil Cisl e Uil si appellano ad alcuni accordi che hanno stipulato attraverso due documenti nel 2006 e nel 2008 che avrebbero dovuto portare una cinquantina di unità in Molise attraverso trasferimenti di personale da altre regioni. Di questi solo una parte sono arrivati. I sindacati chiedono una trentina di unità che dovrebbero essere distribuiti dietro gli sportelli e nel recapito. Un'istanza che difficilmente potrebbe essere accolta dall'azienda Poste che nei precedenti incontri con Cgil Cisl e Uil non ha aderito alle richieste di quest'ultimi. Una situazione che si presenta difficile da superare con le posizioni messe in campo da Poste italiane su cui ovviamente i tre responsabili dei sindacati di settore si mostrano inflessibili pronti a scendere in piazza per una grande mobilitazione di piazza. Quest'ultima è il traguardo finale di un malessere che dura da una decina di anni e su cui i sindacati non possono sbagliare. Adoperandosi anche se ce ne fosse bisogno a un ricorso giudiziario per la salvaguardia dell'art. 28 che stabilisce alcuni obblighi sull'assunzione di personale.

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15/04/2008










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