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Deborah Di Vincenzo CASSINO Tragedia ferroviaria di ...

Deborah Di Vincenzo
CASSINO Tragedia ferroviaria di Roccasecca: fissata per questa mattina l'udienza preliminare. Davanti al Gup del tribunale di Cassino Alessandra Tudino compariranno i due macchinisti, unici indagati — con l'accusa di omicidio colposo — per lo scontro tra i due treni che costò la vita a Francesco Martino, 27enne di Isernia e Antonio Vallillo, 49enne originario di Campobasso.

I due macchinisti, assistiti dagli avvocati Calogero Nobile e Fabio Tanzilli, sono fin dall'inzio gli unici iscritti nel registro degli indagati. Oggi, dopo aver ascoltato il pm e le parti, il gup dovrà decidere l'eventuale rinvio a giudizio. In questi due anni i ferrovieri si sono sempre difesi sostenendo che aver visto il semaforo verde e quindi di aver avuto la linea libera.
Diversa la versione del capostazione, il quale subito dopo l'incidente aveva dichiarato alla polizia ferroviaria e al magistrato inquirente che il semaforo era rosso.
Si riaccendono dunque i riflettori su una tragedia che ha profondamente scosso il Molise. Era il 20 dicembre del 2005 quando, intorno alle 15:00 il treno regionale partito da Roma e diretto a Campobasso ha tamponò violentemente un altro convoglio, fermo alla stazione del piccolo centro della provincia di Frosinone. Nell'urto la locomotrice del treno sollevò letteralmente, andandosi a posare sopra le ultime carrozze del treno investito. L'urto fu estremamente violento, le carrozze si deformarono a tal punto che le operazioni di soccorso vennero ostacolate dal groviglio di lamiere. Una scena agghiacciante quella che si presentò agli occhi dei soccorritori. Una settantina, in tutto, i fertiti. E due morti. Antonio Vallillo, di ritorno in Molise con la sua famiglia per trascorrere le vacanze natalizie e Francesco Martino, giovane isernino che stava rientrando in città da Roma, dove frequentava un master post-universitario.

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05/02/2008










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