Questa volta Lanciano scrive una
lettera aperta all'assessore regionale alla Salute, Ulisse
Di Giacomo, partendo dall'attuale emergenza rifiuti in
Campania. «Tutti si sono preoccupati del dove collocare le
cosiddette ecoballe ma nessuno si è preoccupato delle
gestanti, - scrive Lanciano -. Non è certo opportuno farle
partorire in zone non salubri e così far venire al mondo i
bambini nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti». Questa la
premessa di una formale richiesta alla Regione:
«L'Università delle generazioni - si legge - chiede
all'assessore Ulisse Di Giacomo, di far venire le gestanti
della Campania a partorire nell'ancora incontaminato
Molise». In realtà quella che potrebbe sembrare una
proposta «sui generis» è qualcosa di già noto. Ecco
spiegato: «Fin dagli anni '80 - si legge nella lettera
aperta - sempre più coppie cercano di far nascere i propri
figli in alcune regioni italiane (Calabria, Toscana, ecc.)
dove l'aria è più salubre. Alcune coppie soggiornano in
questi luoghi persino per tutta la durata della gravidanza
ed anche per qualche mese dopo la nascita dei loro
piccoli». Insomma una sorta di turismo della salute o, come
li definisce Lanciano, «emigranti della salute neonatale
che vanno a "nidificare" in zone salubri per dare alla luce
i propri figli, proprio come gli uccelli migratori che
cercano luoghi migliori dove far nascere i loro piccoli».
Comunque si voglia definirli,l'idea non è affatto
campata in aria. Tanto più perché è inevitabile pensare ad
una doppia valenza della proposta: in tempi di tagli alla
sanità, l'apertura della struttura sanitaria altomolisana a
degenze extraregionali potrebbe, forse, allontanare lo
spettro di un ridimensionamento. E considerata la reale
salubrità dell'ambiente altomolisano, nonché i potenziali
settori di specializzazione sanitaria del nosocomio, non è
irrealistico pensare ad un rilancio dell'ospedale come
«nido d'Europa».
A proposito di ambiente, l'Università
delle generazioni giustamente ricorda: «L'Alto Molise
possiede una riserva Mab, è una zona nota per la bontà del
suo latte e dei suoi latticini, nonché per tanti altri
prodotti genuini locali, nell'ospedale "San Francesco
Caracciolo" di Agnone c'è un qualificato reparto nascite».
Insomma, questa volta, dall'Università delle
generazioni una proposta davvero "in linea": «specializzare
L'Alto Molise in un vero e proprio nido per l'Italia,
l'Europa, il mondo industrializzato al fine di garantire
maggiore salute alle nuove generazioni».
Ro.Mu.
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02/02/2008