Ma, nonostante il 2008 sia iniziato e
i tempi per la conclusione dei lavori della Variante si
avvicinino questa prospettiva di una nuova realtà economica
resta una proiezione priva di qualunque riscontro pratico.
Sulla questione è letteralmente calato il sipario. Le idee,
i progetti avanzati tempo addietro sembrano essere stati
sotterrati. Tanti commercianti temono l'apertura della
Variante. Uno spauracchio che potrebbe determinare la
paralisi commerciale della città, dei traffici lungo via
Colonia Giulia. Non è un caso che diversi esercenti abbiano
deciso di mettere in vendita le proprie attività, con la
convinzione di poter fare un affare piuttosto che aspettare
e vedere cosa accadrà con la deviazione del traffico
pesante sulla nuova arteria stradale. Altri sono
relativamente tranquilli, anzi ipotizzano un effetto
positivo dalla diminuzione del transito dei grossi
automezzi. Giocare d'anticipo e individuare nuove
alternative di sviluppo dovrebbe essere uno degli obiettivi
più impellenti non solo per imprimere nuovo dinamismo alla
realtà locale ma anche per limitare i contraccolpi dei
cambiamenti viari che si concretizzeranno in tempi brevi.
Proprio l'area a ridosso della Variante, che costituirà il
primo tratto della futura autostrada Termoli-San Vittore,
dovrebbe essere trasformata in un centro di servizi tecnici
e commerciali. Un'idea ratificata anche in consiglio
comunale con un piano per le opere pubbliche. C'era stato
anche l'interessamento di imprenditori intenzionati a
reperire i capitali necessari per metter mano all'opera.
Alberghi, negozi, bar: un progetto pensato in grande, forse
troppo visti i risultati attuali. Venafro era stata
indicata come sede naturale per un interporto. Per la sua
collocazione geografica la realizzazione di una struttura
del genere potrebbe essere di grande vantaggio non solo a
livello regionale ma per i traffici nord-sud lungo la
direttrice centrale dell'Italia. Ma, in merito tutto tace.
03/01/2008