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ISERNIA Ha lasciato il carcere di Ponte San Leonardo ieri mattina il 43enne isernino arrestato lo scorso 18 ottobre dalla Squadra mobile di Isernia, nel corso di un'indagine su un giro di prostituzione in un motel gestito dall'uomo.
Nella giornata di martedì il collegio difensivo dell'indagato, costituito da Franco Mastronardi e Piergiorgio Quirico, aveva presentato istanza di patteggiamento al pubblico ministero presso la Procura della repubblica di Isernia, Mattei.

Il Gip (giudice per le indagini preliminari) Luigi Cuomo ha, poi, formalizzato l'approvazione dell'istanza e, ieri, intorno alle 14, per il 43enne si sono aperte le porte della casa circondariale in cui si trovava fin dal 18 ottobre.
Il patteggiamento - da quanto si apprende dalla stessa difesa che assiste l'indagato - si basa su alcune ammissioni rispetto a taluni addebiti mossi dagli inquirenti nei confronti dell'uomo.
A questo punto si attende solo l'udienza di patteggiamento che si svolgerà presso il tribunale di Isernia. La data dovrebbe conoscersi tra circa due settimane. Non è escluso che, dato il carico di lavoro dell'autorità giudiziaria, l'udienza di patteggiamento si svolga non prima di qualche mese.
Intanto i legali dell'uomo hanno già approntato l'istanza di dissequestro dell'immobile nel quale venne compiuto il blitz da parte degli uomini della Squadra mobile diretta da Antonio Miele. Nel piccolo albergo, gestito dal 43enne poi finito agli arresti, vennero identificate tre ragazze sudamericane poi espulse perché non in regola con il permesso di soggiorno. Una quarta straniera, 24enne, venne arrestata e processata per direttissima poiché colpita da un precedente provvedimento di espulsione emesso a Frosinone.
Nell'ambito della stessa operazione, giunta a conclusione di un'indagine durata circa un anno, sono stati inviati nove avvisi di garanzia ad altrettante persone.
Per il principale indagato, invece, si attende, a questo punto, solo la pena che sarà decisa in sede di udienza di patteggiamento. All'uomo è stata contestata la violazione della legge sullo sfruttamento della prostituzione. La difesa ha confermato che il quadro probatorio nei suoi confronti è costituito soprattutto da intercettazioni. L'intero fascicolo delle trascrizioni è stato richiesto dai legali. I quali, dall'analisi delle intercettazioni, ritengono possano emergere novità circa il grado di responsabilità dell'assistito rispetto alla vicenda. Da questo, infatti, dipenderà la pena che sarà formalizzata attraverso la sentenza. Ricordando, comunque, che l'isernino ha già scontato dodici giorni in carcere.
Dalla ricostruzione della vicenda giudiziaria sembra che l'indagine venne all'epoca avviata d'ufficio da parte della Questura di Isernia.
Perde, dunque, di consistenza l'ipotesi che venne fatta all'inizio in base alla quale gli accertamenti iniziarono a seguito di denunce da parte di «mogli e fidanzate tradite».

01/11/2007










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