Il Gip (giudice per le
indagini preliminari) Luigi Cuomo ha, poi, formalizzato
l'approvazione dell'istanza e, ieri, intorno alle 14, per
il 43enne si sono aperte le porte della casa circondariale
in cui si trovava fin dal 18 ottobre.
Il patteggiamento
- da quanto si apprende dalla stessa difesa che assiste
l'indagato - si basa su alcune ammissioni rispetto a taluni
addebiti mossi dagli inquirenti nei confronti dell'uomo.
A questo punto si attende solo l'udienza di
patteggiamento che si svolgerà presso il tribunale di
Isernia. La data dovrebbe conoscersi tra circa due
settimane. Non è escluso che, dato il carico di lavoro
dell'autorità giudiziaria, l'udienza di patteggiamento si
svolga non prima di qualche mese.
Intanto i legali
dell'uomo hanno già approntato l'istanza di dissequestro
dell'immobile nel quale venne compiuto il blitz da parte
degli uomini della Squadra mobile diretta da Antonio Miele.
Nel piccolo albergo, gestito dal 43enne poi finito agli
arresti, vennero identificate tre ragazze sudamericane poi
espulse perché non in regola con il permesso di soggiorno.
Una quarta straniera, 24enne, venne arrestata e processata
per direttissima poiché colpita da un precedente
provvedimento di espulsione emesso a Frosinone.
Nell'ambito della stessa operazione, giunta a
conclusione di un'indagine durata circa un anno, sono stati
inviati nove avvisi di garanzia ad altrettante persone.
Per il principale indagato, invece, si attende, a
questo punto, solo la pena che sarà decisa in sede di
udienza di patteggiamento. All'uomo è stata contestata la
violazione della legge sullo sfruttamento della
prostituzione. La difesa ha confermato che il quadro
probatorio nei suoi confronti è costituito soprattutto da
intercettazioni. L'intero fascicolo delle trascrizioni è
stato richiesto dai legali. I quali, dall'analisi delle
intercettazioni, ritengono possano emergere novità circa il
grado di responsabilità dell'assistito rispetto alla
vicenda. Da questo, infatti, dipenderà la pena che sarà
formalizzata attraverso la sentenza. Ricordando, comunque,
che l'isernino ha già scontato dodici giorni in carcere.
Dalla ricostruzione della vicenda giudiziaria sembra
che l'indagine venne all'epoca avviata d'ufficio da parte
della Questura di Isernia.
Perde, dunque, di
consistenza l'ipotesi che venne fatta all'inizio in base
alla quale gli accertamenti iniziarono a seguito di denunce
da parte di «mogli e fidanzate tradite».
01/11/2007