L'acqua "strana" dalla zona di Larino a
Campomarino, un fenomento che sta interessando
particolarmente i comuni della costa molisana. Termoli, in
questa fase sarebbe escluso, dicono i responsabili
dell'Arpa, ma tra la popolazione continua la preoccupazione
per la colorazione rossastra dell'acqua che, a periodi,
sgorga dai rubinetti delle abitazioni. «Stiamo verificando
varie situazioni - ha dichiarato il Direttore del
Dipartimento dell'Arpa Molise, Carlomagno - da Busso a
Baranello, a Petacciato e Campomarino ed abbiamo
riscontrato una serie di dati non conformi, sia per quanto
riguarda il quadro microbiologico che quello chimico. In
alcuni casi - aggiunge Carlomagno - abbiamo trovato la
presenza di coliformi fecali, oltre a quantitativi oltre la
norma di altri elementi come ferro, ad esempio a Larino,
manganese a Campomarino, ed alluminio. I controlli
rientrano nella routine e si tratta comunque di elementi
non tossici ma ciò che colpisce - dice Carlomagno - è la
presenza di batteri patogeni e sopratuttto la recrudescenza
del fenomeno dovuta, secondo me, al regime di scarsità
idrica. Le reti non sono piene con l'acqua che possa
impedire a corpi estranei di entrare». La segnalazione del
fenomento è tata girata al Dipartimento di prevenzione
dell'Asrem ed ai sindaci dei Comuni interessati che hanno
fatto scattare, da agosto aqd oggi, come avviene in questi
casi, le relative ordinanze. Si tratta di un provvedimento
che contiene in divieto temporaneo di utilizzare l'acqua a
scopo potabile e la riserva della possibilità di
utilizzarla per gli usi igienici. Nei giorni scorsi
l'ordinanza è stata emanata dal sindaco di Petacciato,
Gabriele La Palombara, ma il fenomeno non è limitato solo
al piccolo comune a pochi chilometri da Termoli. Nel
periodo di riferimento sono scattate ordinanze da parte dei
sindaci di Portocannone (settembre) e di Campomarino
(all'incirca lo stesso periodo), anche se in questi giorni
il fenomeno si starebbe registrando in altri comuni. Gli
stessi cittadini spesso lamentano la puzza dell'acqua, il
cattivo odore o la strana colorazione, come nel caso di
Termoli, fatto segnalato a più riprese.I controlli
dell'Arpa continuano. Oltre alla carenza del prezioso
liquido, oltre a scenari di siccità, oltre alle
dispersioni delle rete idrica con cifre da capogiro, il
Molise si trova a dover fare i conti con fenomeni di
inquinamento sempre più frequenti, difficili da riscontrare
in passato, con un alto potenziale rischio di inquinamento
delle falde acquifere.