Come si
ricorderà infatti la nostra regione, nell'estate appena
trascorsa, è stata duramente «colpita» da continui focolai
che hanno costretto ad un surpluss di lavoro gli uomini
della Forestale ed i vigili del Fuoco. Sono 6, come
anticipato, le persone deferite all'Autorità Giudiziaria
con l'accusa di incendio boschivo colposo, reato previsto
dall'art. 423 bis del Codice Penale che prevede la pena
della reclusione da 1 a 5 anni. Le denunce sono il
risultato dell'attività investigativa posta in essere dagli
uomini del Corpo Forestale dello Stato sull'intera
provincia di Campobasso nel periodo che va dal 1° ottobre
ad oggi. Il risultato è frutto delle indagini condotte
dagli uomini del Corpo Forestale con l'utilizzo di
specifiche tecniche di repertazione scientifica sui luoghi
degli incendi boschivi opportunamente riscontrate con
attività classiche di polizia giudiziaria, che al termine
del periodo di straordinaria emergenza verificatasi durante
la passata stagione estiva, sono state portate avanti con
la stessa incisività di sempre, ma con maggiori risultati.
La natura degli incendi provocati dai soggetti
denunciati è da ricondurre quasi esclusivamente alle
pratiche agricole connesse con la ripulitura dei campi da
residui colturali o da vegetazione infestante (pratica
questa che la Legge Regionale n. 8/2005 vieta nel periodo
che va dal 1° giugno al 30 settembre) effettuate senza le
necessarie precauzioni o sottovalutando il rischio di
propagazione delle fiamme.
Nel periodo in questione, a
seguito di specifici controlli operati dagli uomini del
Corpo Forestale in materia di accensione di fuochi e di
eliminazione dei residui vegetali, sono state inoltre
contestate numerose violazioni amministrative per un
importo complessivo di oltre 11.000 Euro.