Spesso sino
ad oggi in balia di ostruzionismi di veti unilaterali o
incrociati, di assenze del numero legale o addirittura di
presenze insufficienti per portare avanti un confronto
minimo o di maggioranze che hanno poco a vedere con la
democrazia partecipata e soprattutto con un dibattito
istituzionale in aula obbligatorio e doveroso almeno sui
problemi della programmazione più strutturata alle realtà
dei livelli regionali, dalle Province ai Comuni alle
Comunità montane ai Consorzi. La bozza dello Statuto che
dovrà ristabilire soprattutto rapporti più nuovi e
intelligenti con le Comunità locali e le istituzioni
subregionali e snellire in particolare la forma di governo
e la legge elettorale è pronta e quindi alle soglie della
discussione dell'aula «Mi auguro che al più presto possa
essere approvato questo Statuto nato dalla Condivisione di
tutti i gruppi - ha detto il presidente della Commissione
regionale specifica Enrico Gentile - Abbiamo uno Statuto e
un Regolamento vecchi di 36 anni, è arrivata l'ora di
voltare pagina per dare più partecipazione alla politica e
alla gente. Ci sono molte novità che ci aiuteranno in
futuro a gestire certamente meglio la cosa pubblica a
cominciare da alcune basilari regole che sostengono il
meccanismo dei governi regionali».
Nel nuovo Statuto
non compaiono più gli assessori esterni. I componenti
dell'esecutivo regionale dovranno essere consiglieri eletti
dal popolo e non più di sei.
Al di fuori di
quest'ultimi potrebbe essere ammessa in Giunta soltanto una
presenza esterna se riferita a persona di grossa competenza
e con particolari conoscenze ed esperienze. Scompare anche
il listino. Il premio di maggioranza, cinque consiglieri,
verranno attribuiti e quindi ricavati dai partiti della
coalizione che a seggi chiusi abbiano raggiunto i quorum
più alti.
Una serie di vincoli procedurali e di norme
con veti impeditivi regoleranno le funzioni di controllo di
tutela e quindi di legiferazione dell'assemblea consiliare
a cui viene data certamente più peso e quindi potere e
facoltà rispetto ad oggi. Forza Italia insiste anche per il
sottosegretario. Un emendamento allo Statuto vorrebbe
rafforzare questa nuova figura e posizione fiduciaria del
presidente della Giunta di interposizione tra il
Governatore e l'esecutivo.
Un provvedimento che non
trova tutti d'accordo perchè l'istituzione del
sottosegretario viene ritenuta una funzione non necessaria
e con un aggravio di spesa uguale nella sostanza a quella
di un assessore.
Via anche l'incompatibilità.
All'assessore al momento dell'accettazione della delega da
parte del presidente della Giunta viene solo sospesa la
funzione del consigliere affidata al primo dei non eletti e
ripresa nel caso il governatore provveda a sostituzioni.
Non aumenterà il numero dei consiglieri: rimarranno
trenta come oggi. Sulla sfiducia sembra esserci un accordo
tacito. Non potrà esserci se non nel caso classico in cui
non c'è più maggioranza in aula. Divisione, invece, sui
referendum. Lo stesso presidente della Commissione Gentile
e Alleanza nazionale vorrebbero consultazioni popolari con
fini propositivi mentre l'opposizione si batte per quelli
abrogativi.
«Ci sembra troppo andare a una forzatura
simile - chiarisce Gentile - In teoria potrebbe accadere
che ogni legge cada nella maglie del referendum,
un'enormità».
Stop, poi, alla crescita e quindi alla
formazioine indiscriminata dei gruppi. Che durante la
legislatura nascono come funghi pesando tra l'altro anche
in maniera consistente sul Bilancio del Consiglio
regionale. Ogni eletto che esce, perciò, dal gruppo che lo
ha presentato al voto degli elettori non potrà costituire
un gruppo isolato, autonomo, ma potrà integrarsi in altre
aggregazioni già costituite e riconosciute. Saranno ridotte
i membri delle Commissioni da sette a cinque e da cinque a
tre mentre.