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Molise

Prevista la revisione dei distretti e delle zone

Via libera al piano di rientro della spesa sanitaria

Aldo Ciaramella



CAMPOBASSO Un milione e cinquecentomila euro per il personale e un milione di euro per la farmaceutica. E' lo splafonamento della sanità nei primi sei mesi del 2007 comunque accettabile e ritoccabile ulteriormente se si continua a seguire il rigore del Piano di rientro.

La spesa sanitaria del Molise sottoposta dal Governo nazionale ad un Piano di rientro molto severo, passata ai primi raggi x dei Ministeri dell'Economia e della salute, sembra aver imboccato la strada giusta. Ma deve mettere mano, comunque, ad alcune modifiche strutturali e soprattutto a processi di snellimento amministrativo importanti, capaci di accentrare servizi e costi su unico presidio, l'Asrem, e quindi in grado di garantire una riduzione ulteriore di spese soprattutto quelle destinate alla dirigenza. «E' chiaro che non bisogna operare e procedere a mano libera - ha dichiarato Riccardo Tamburro capogruppo dell'Udc al Consiglio regionale - Abbiamo 520 milioni di euro l'anno e dobbiamo saperli spendere al meglio conservando il massimo dell'efficienza nei servizi che non debbono essere tagliati. Se i due Ministeri ci indicano di ridurre alcune figure e strutture non è un dramma, troveremo una soluzione per questi ma certamente non possiamo pensare di danneggiare minimamente i cittadini. Dobbiamo rispettare certi vincoli di spesa, ciò non è una novità e per questo dobbiamo essere noi della maggioranza e il governo regionale a districarci entro certi paletti e quindi costi. In caso contrario non incasseremo le risorse della premialità e quelle del fondo integrativo necessarie per ripianare i debiti». I due Ministeri hanno quindi indicato il percorso da seguire per la riduzione dei Distretti. Il Molise deve drasticamente dimezzarli. Troppi tredici. Dovranno essere sette e quindi essere riqualificati con una diversa, ovviamente, organizzazione e disposizione di servizi e di guida. Ugualmente per le quattro Zone che con una legge regionale hanno assorbito le Aziende sanitarie locali senza altre e ulteriori modifiche. Si chiede che spariscano o vengano riconsiderate soprattutto nella funzione attuale di sottounità dell'Asrem con alcuni costi amministrativi, legati alla burocrazia che comunque vengono ritenuti superflui e quindi da eliminare. Due obblighi non proprio perentori ma comunque da osservare su cui esiste qualche difficoltà per eseguirli. La Regione dovrà studiare, infatti, da qui in poi, una scorciatoia ugualmente sostenibile verso lo stesso risultato cioè ad un rientro della spesa non troppo sofferto e un eguale provvedimento che ridimensioni i distretti mentre per le zone dovrà verificare altre soluzioni nel Piano sanitario.









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