Per questo un albanese di 28
anni è stato condannato anche in Corte d'Appello a 4 anni
di reclusione ed a 5 anni di interdizione dai pubblici
uffici. La medesima pena infatti è stata inlitta anche in
primo grado a C.A., queste le iniziali dell'albanese,
giudicato con il rito abbreviato, presso il Tribunale di
Larino. L'uomo dovrà scontare la pena nel carcere di Larino
dove si trova attualmente recluso. I fatti nell'agosto del
2006 e più precisamente il 6. C.A., che aveva perso la
testa per la donna, presumibilmente amica di famiglia, era
andato a casa della ragazza, una rumena sposata con un suo
connazionale. Il marito non era in casa, perché nei campi a
lavorare. L'albanese, a quel punto, volendo approfittare
della situazione, ha cominciato a palpeggiare la giovane
rumena. La ragazza, accortasi di ciò che stava accadendo ha
cominciato a fuggire per casa, cercando di divincolarsi
dall'uomo che, evidentemente in preda ad un raptus, provava
in ogni modo ad avere un contatto fisico. La donna, ad un
certo punto è riuscita a rinchiudersi nel bagno della
propria abitazione. L'albanese però ha cercato di sfondare
la porta, prendendola a calci e pugni. Completamente
terrorizzata la ragazza rumena, non vedendo alcuna via di
scampo, si è gettata dal balcone dalla finestra compiendo
un volo di circa 5-6 metri prima di cadere rovinosamente a
terra. A quel punto l'albanese ha desistito ed è scappato
per le campagne circostanti. La ragazza invece, prontamente
soccorsa dai volontari del 118 fu trasportata al Vietri di
Larino. I medici la ricoverarono con una prognosi di 25
giorni a causa dei vari traumi riportati nell'impatto con
l'asfalto. L'albanese invece fu arrestato poche ore dopo
dalle forze dell'ordine bassomolisane con l'accusa di
violenza sessuale. E, come anticipato, dopo la condanna in
primo grado, è arrivata anche quella in Appello.