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Molise

In fila indiana per un posto, dimenticando i diseredati

di GIOVANNI PETTA SESSANTUNO voti di differenza tra Marcello Veneziale e Rossana Di Pilla sono sufficienti per la dichiarazione di soddisfazione di Ds e Margherita.

Eppure, Veneziale era sostenuto da Ds, Margherita, Sdi, Rifondazione Comunista e Verdi mentre la Di Pilla contava solo sugli elettori dell'Italia dei Valori. La situazione del centrosinistra isernino non è così soddisfacente nonostante i sedicenti soddisfatti. Se tutto rimanesse fermo ad oggi, le grandi linee ideologiche e di politica alta — più volte richiamate dai giovani e fumosi esponenti della segreteria Ds — andrebbero, tramutate in voti, dritte dritte nelle tasche del senatore D'Ambrosio, in un altro ballottaggio con Melogli che almeno oggi sembra inevitabile. E si ha la sensazione che il disastro della sinistra non radicale isernina sia certo anche soltanto dallo sguardo dimesso di Marcello Veneziale, vittima sacrificale di questa occasione elettorale, autoimmolatosi per salvare, forse, qualcuno dei più giovani Ds che, in questo modo, evita il marchio della sconfitta alle comunali e si congela per sostituire Leva alle prossime regionali. Le due batoste ricevute da Paglione — quella alle provinciali e quella successiva alle politiche — non sono state sufficienti per riflettere sul nulla delle azioni politiche messe in atto e per ripartire dalle cose concrete. I giovani Ds evitano le fabbriche, non leggono i dossier che giornalisti coraggiosi pubblicano sui loro avversari politici, evitano il contatto con gli operai e con i disoccupati, non si soffermano sulle necessità di cambiamento di chi firma buste-paga da 1.200 euro e ne percepisce al massimo 800. Come l'acqua stagnante di una fontana elettrica da presepe, fanno circolare tra loro le stesse idee, gli stessi incarichi e le stesse cariche politiche. Come in una piccola lobby fatta per vincere al Monopoli, giocano a fare i delegati, gli uffici stampa, le primarie tra pochi intimi. Come in un trenino da cenone di fine anno, poi, si mettono in fila, uno dietro l'altro, per sostituirsi ad ogni tornata elettorale: prima Paglione, poi Leva, poi chissà a chi toccherà. Uno del gruppo è addetto alla comunicazione ma deve essersi distratto perché continua ad inviare, nonostante l'ormai lunga catena di insuccessi, sempre lo stesso fax: "I Ds di Isernia si dichiarano soddisfatti..."









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