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Molise

«L'Unione intervenga sull'ambiguità alla Provincia»

CON un comunicato stampa ambiguo, Paglione denuncia una situazione di ambiguità all'interno del consiglio provinciale di Isernia.

Dice di alcuni suoi colleghi consiglieri del centrodestra che, dopo essersi candidati alle regionali nel centrosinistra, sono ora tornati a sostenere la giunta Mauro. Ma è una denuncia senza nomi, come al solito. Una denuncia minima e insignificante, come tutte le denunce di questo partito politico - si pensi, ad esempio, a quelle senza dati e senza nomi contro la Sanità molisana e contro l'ospedale Venenziale che i Ds rimettono in cantiere ad ogni tornata elettorale -. Anche questa, dunque, una denuncia senza il coraggio di puntare il dito e di fronteggiare, guardandoli negli occhi, gli avversari politici. La frase tipica, ormai luogo comune degli incipit dei Ds, "La situazione è nota a tutti" è presente anche in questo comunicato. E' la frase tipica di chi non vuole dire e di chi non vuole assumersi responsabilità, perché lascia sottinteso un ignobile e vergognoso sillogismo: "Essendo la situazione nota a tutti ed essendo inutile ripetere ciò che è noto a tutti, posso evitare di dire...". Ai Ds molisani, come dice lo stesso diessino Antonio D'Ambrosio, la sconfitta non insegna alcunché. Nonostante il calo dei consensi alle scorse regionali, i Ds isernini continuano nel loro atteggiamento "moderato". Ma un "moderato" che non ha niente a che vedere con la definizione nobile di quella parte importante della politica che opera in tutti i paesi democratici. Qui "moderato" sta a significare: pavidità. Nonostante il deludente riscontro statistico delle scorse regionali - caratterizzate dal ricorso a candidati indipendenti (chissà quanti voti in meno se non ci fossero stati Sorbo e Peluso?) e dalla "sistemazione" tutta personale del segretario provinciale eletto in consiglio regionale - i Ds isernini continuano, con tono dimesso, come se fossero costretti a timbrare un cartellino per esistere, a fare denunce scialbe di situazioni politicamente gravissime che producono danni irreversibili nella società. Così, mentre i giovani agnonesi muoiono a 22 anni per droga, mentre i giovani isernini vengono arrestati a Scampia, assistiamo a denuncine fatte da portavocine di partitini che si allontanano sempre di più da quella tradizione a cui dicono di ispirarsi. Ascoltiamo voci sempre più flebili e distanti. Ultimi rantoli di gruppi politici ormai in agonia. Un vero e proprio canto del cigno.









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