• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Molise

«Via i piccoli Comuni»

di GIOVANNI PETTA «CON quello che spendiamo per la pubblica amministrazione, potremmo mantenere l'Irlanda».

Beppe Grillo parte da questa considerazione per proporre a Padoa-Schioppa la soppressione di tutti i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti. La provocazione si basa su dati curiosi e sconcertanti: esistono in Italia alcuni comuni che non hanno più di 30 abitanti e che vengono amministrati da consigli comunali fatti in famiglia. Ma Grillo non si ferma a tale proposta. Dal suo blog (unico italiano tra i primi 100 del mondo; è al 28° posto) chiede la soppressione delle province e la costituzione di tre macro-regioni di circa 19 milioni di abitati ognuna, come Tokyo o San Paolo. I comuni italiani al di sotto dei 5.000 abitanti sono 5.835 su un totale di 8.101 e costano molto perché un comune, pur essendo piccolo, deve comunque garantire i servizi essenziali. Un Molise che vivesse nella realizzazione di tale ipotesi avrebbe pochissimi comuni e, al contrario di oggi, avrebbe pochissimi amministratori. Sono circa 2.000 i molisani che ricoprono cariche pubbliche, uno ogni 150 abitanti, con un dispendio di denaro pubblico enorme. E lo sforzo economico, sostenuto dalla comunità in nome della Democrazia, sembra non produrre risultati positivi nemmeno in questo senso. Nei piccoli comuni, infatti, le competizioni elettorali non sono più occasione di confronto dialettico ma momenti spesso drammatici di scontri carichi di odio e rancore tra famiglie o piccoli gruppi di potere. Così, nemmeno la Democrazia riesce a soddisfarsi, nella constatazione di elezioni «a vita»: è il caso di molti nostri paesi, in cui un consigliere può venire eletto - e ciò accade molto spesso - ad ogni tornata elettorale avendo, come unico merito «politico o amministrativo», una famiglia numerosa. Nei comuni al di sotto dei 1.000 abitanti - in cui si diventa consiglieri anche con 20 preferenze -, chi ha 40 voti sicuri, perché ha un gruppo-parenti compatto, non rischia mai la non elezione e può pretendere sempre un assessorato. Insomma, la provocazione di Beppe Grillo offre innumerevoli spunti di riflessione e pretende attenzioni importanti e confronti non superficiali sul tema della rappresentanza democratica. La natura del territorio molisano e i piccoli numeri della sua demografia offrono argomenti di discussione ancora più specifici e interessanti.









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro