Armando Gnisci, direttore della collana Kumacreola della Cosmo Iannone Editore, Christiana de Caldas Brito, scrittrice brasiliana in Italia, e Nora Moll, saggista tedesca, hanno parlato delle loro attenzioni di ricerca e letterarie sul tema, appunto, delle identità molteplici che vivono, e che dovrebbero convivere, sul pianteta Terra. Il quadro tracciato da Gnisci è stato caratterizzato da una sintesi efficacissima. "Stiamo vivendo una seconda mondializzazione - ha detto -, e non possiamo lasciarci sfuggire l'occasione di riparare ai danni che abbiamo fatto con il colonialismo. Dal 400 d.C all'anno Mille l'Europa è stata invasa da genti che arrivavano da Est e poi dagli Arabi. Oggi arrivano nelle nostre terre i "nuovi barbari"; e non arrivavano con la spada ma disarmati per chiedere ospitalità e dignità". Lo studioso di letterature africane post-coloniali ha rilevato inoltre la "sconvenienza" di alcune colonizzazioni ancora in atto, come quella russa nei confronti di circa la metà del territorio asiatico, e ha denunciato la minimizzazione, sui manuali di storia europei, di eventi importantissimi per il popolo africano: la battaglia di Adua, per esempio. Christiana de Caldas Brito ha presentato il suo ultimo romanzo, "500 temporali", e ha letto un brano tratto da "Qui e là": la storia di seimila polpastrelli di immigrati che, costretti dalla Bossi-Fini, si recano in Questura per lasciare le impronte digitali. Nora Moll ha parlato del suo "Ulisse tra due mari", un saggio sulle riletture e parodie caraibiche dei poemi omerici. Ambedue le scrittrici pubblicano per la casa editrice isernina.