La ricerca, commissionata all'istituto Acqua Research che ha preso come fonti Coni, Creativity Group Europe, Italia Oggi, Istat e Legambiente, colloca Teramo in fondo alla lista in compagnia di Enna, Nuoro e Vibo Valentia, staccata di molto dagli altri capoluoghi abruzzesi con Pescara al 43° posto, L'Aquila al 57° e Chieti all'88°. Nello stilare la classifica sono state considerate un'infinità di variabili, raggruppate in 9 aree tematiche (ricchezza, ecosistema urbano, salute, sport, creatività, costo della vita, infrastrutture, giovani e cultura) per ciascuna delle quali è stata data una valutazione oggettiva con punteggio da 1 a 10. La classifica è stata stilata tenendo poi conto della media ponderata dei voti, dando cioè pesi diversi alle singole aree a seconda della loro importanza. Su Teramo pesano i giudizi negativi sull'ecosistema urbano e la salute (valutati 1), mentre vanno un po' meglio lo sport e la creatività (entrambi premiati, si fa per dire, con un 4). Se Atene piange Sparta non ride! Infatti anche la provincia deve fare i conti con giudizi non certo lusinghieri. Nell'indagine triennale condotta da Italia Oggi Teramo perde ben 13 posizioni, passando dall'onorevole 47 posto del 2003 all'anonimo 60 posto del 2006, scavalcata in Abruzzo da L'Aquila (46) e Chieti (54) con la sola Pescara dietro (68). Ad inchiodare Teramo nelle retrovie soprattutto i giudizi, negativi, su lavoro, ambiente, tempo libero e tenore di vita, in calo rispetto all'ultimo rilevamento.