Una panoramica interessantissima sulla "Danza in Europa nella tradizione strumentale per tastiera dal XVI al XVIII secolo". Handel, Attaignant, Byrd, Picchi, Frescobaldi, Couperin, Petzold, Fisher e Bach (splendido bis) gli autori scomodati dalla cembalista per illustrare un percorso capace di stimolare curiosità culturali raffinatissime. Tra un brano e l'altro, la Di Girolamo ha raccontato - e persino illustrato con qualche passo di danza - quanto andava ricostituendo musicalmente per gli ascoltatori, seguendo un filo logico di rilevante efficacia narrativa. Così, le varie forme coreografiche della tradizione prendevano forma e le corti del Seicento e del Settecento tornavano a vivere nell'immaginazione di quanti hanno avuto modo di assistere al concerto. Pavane e Passacaglie, Gighe e Sarabande, Allemande e Correnti/e(?), infine Minuetti e Rigaudon: Andreina Di Girolamo proponeva in musica ed esplicitava a parole, lanciava ipotesi etimologiche sui nomi delle danze e si proponeva per interpretazioni e improvvisazioni su note non meglio identificate ritmicamente dai compositori dell'epoca. Un concerto, insomma, ricco di spunti per l'approfondimento e la ricerca e, nello stesso tempo, denso di qualità artistica, specificamente sonora. Da molti anni le proposte di Andreina Di Girolamo sono caratterizzate da una sorta di peculiare dicotomia. Da una parte c'è la studiosa, la ricercatrice e la docente di conservatorio. Dall'altra parte la concertista di qualità, perfezionista nello studio dello spartito e mai avara di partecipazione umana nell'interpretazione. Ma ciò che è ormai diventata la cifra stilistica più evidente della Di Girolamo è proprio la grande capacità di fare in modo che i due caratteri fondanti del suo essere musicista - quello concertistico e quello accademico - convivano senza infastidirsi l'un l'altro. Anzi, la cembalista sfrutta fino all'osso le conoscenze intellettuali della ricercatrice e, nello stesso tempo, la docente di conservatorio si abbevera e si irrobustisce umanamente alla sorgente della pratica musicale di alto livello. Anche nel concerto di Fornelli, la fusione ormai inscindibile di questi due aspetti ha incuriosito, interessato e soddisfatto il pubblico.