Il concerto, voluto dall'assessorato alla cultura del Comune di Isernia, è stata l'occasione per riascoltare un vero talento della nostra terra: il direttore d'orchestra Fernando Raucci. Nella prima parte del concerto (Sinfonia n. 35, op. 35/4 di Boccherini e Concerto per flauto n. 2 in re maggiore k 314 di Mozart), si evidenziava subito la grande capacità di Raucci - questa volta alla prova con la sua orchestra - di tenere insieme i suoni, amalgamandoli con mestiere e gusto, nei volumi e nei timbri. La giovanissima orchestra di Princeton rispondeva con grande professionalità alle indicazioni del maestro isernino e non mostrava alcuna fisiologica e prevedibile immaturità. Già lo splendido vellutato attacco della sinfonia di Boccherini mostrava la cifra stilistica inconfondibile di Fernando Raucci e la splendida sicurezza dei giovani musicisti americani. La direzione di Raucci continua a stupire per la grande precisione ritmica - ottenuta con gesti minimi, quasi soltanto con la sintonia di sguardo e respiro tra direttore e orchestra - e per l'enorme espressività dei movimenti lenti, delle frasi melodiche larghe e ariose. Proprio per questo, l'emozionante esecuzione dell'Intermezzo della "Cavalleria Rusticana" è stato forse il momento più alto, per poesia e tecnica, del concerto di Palazzo San Francesco. Il giovane flautista Jacob Fridkis ha seguito con fiducia e capacità le indicazioni del suo direttore e ha mostrato una grande sensibilità esecutiva, una bella densità di suono nelle note acute e grande sicurezza nella gestione delle pause di silenzio. Il suo concerto mozartiano è stato davvero un bel sentire. Nella seconda parte del concerto, il pubblico ha avuto modo di ascoltare un altro interessante e capace musicista isernino: il tenore Paolo Bartolucci. Nella esecuzione di "Lunge da lei...Dei miei bollenti spiriti" da "La Traviata", "Vesti la Giubba" da "I pagliacci", "E lucean le stelle" da Tosca, il cantante ha dato prova di ottima capacità interpretativa e di una affascinante e potente qualità vocale. Anche in questa seconda parte "operistica" del concerto, la giovane orchestra americana ha dato prova di grande maturità artistica e il maestro Raucci ha potuto tessere efficaci tappeti di armonie per l'accorta esecuzione di Bartolucci.