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Molise

«Posto esposto» è il titolo della interessantissima mostra di arte contemporanea inaugurata ...

... qualche giorno fa nello spazio espositivo dell'ex lavatoio.

Sei giovani artisti isernini hanno deciso di confrontarsi e di mettersi in discussione, di condividere le proprie esperienze e di mostrarsi al pubblico, in un percorso che prevede una fruizione attiva delle opere. Il visitatore che vorrà avvicinarsi a questi giovani artisti (costretti a pagare al Comune di Isernia venti euro al giorno per poter usufruire dei locali) avrà modo di conoscere il desiderio di cogliere l'amicizia degli elementi - dell'acqua della terra del vento - di Daniele Crolla, pittore affascinato dalla tautologia delle cose che fanno la vita del pianeta (l'acqua che arriva al mare "muore e non muore mai, muore e non muore mai"). I suoi balocchi spaventosi e spaventati, tra piani-cucina dismessi e detriti ammassati oltre la rete mettalica, «da Franco», parlano di quotidianità che diventano squallide quando sono abitate dall'uomo. Giovanni Diana, sfiorando i percorsi di Klee, ironizza sulla necessità di ordine dell'uomo moderno. I suoi colori netti riempiono spazi ben definiti lanciando ponti e legami tra gli elementi seriali che sembrano simboleggiare l'umanità omogeneizzata del nuovo millennio. C'è ironia e riflessione anche nelle opere di Alessia Finori; un'ironia amara che provoca inquietudine. I disagi impliciti dei suoi «Percorsi tra fragili desideri» provano a darsi forma in movimenti e ricordi, piccoli flash di quotidianità. Luca Giunta segue una evoluzione dei contenuti che prevede l'abbandono delle figure verosimili, cercando nei materiali e nei colori l'oltre di ciò che aveva trovato nei paesaggi metropolitani della sua ultima personale. Cinzia Laurelli sottolinea la labilità dei percorsi umani lanciando un'ascesa improbabile su pioli fatti di piume e si concede ricoveri ancestrali nelle nostalgie dei suoni dell'infanzia. Il suo «Se vuoi, puoi» rimane un modo di dire, non dà speranza: l'opera è riuscita proprio per questo. Dario Palumbo denuncia un mondo asfissiante - nell'ambiguità di prigioni che non sembrano tali e nel confronto tra libertà e costrizioni - e trova una via di fuga nelle citazioni e rielaborazioni di opere famosissime (Bronzino, Michelangelo, Piero della Francesca, Caravaggio). La mostra rimarrà aperta fino al 24 giugno prossimo.









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