Così scrive in questi giorni il consigliere regionale Giuseppe Caterina.
«Qualora il presidente Mauro voglia continuare su questa strada, saremo costretti ad inviare le carte alla Corte dei Conti». Così diceva il consigliere provinciale Candido Paglione - parlando della costruzione del nuovo liceo scientifico - nel corso dell'ultima assise dell'amministrazione territoriale isernina.
Frasi roboanti e preoccupanti di questo tipo sono all'ordine del giorno anche nei consigli comunali dei centri più piccoli del territorio molisano. Qualche mese fa l'amministrazione di Sessano cadde, cominciando a scricchiolare proprio sul bilancio. In quel caso fu addirittura un assessore della maggioranza a minacciare l'invio dei documenti alla Corte dei Conti.
Alla Corte dei Conti, tuttavia, nessun consigliere di opposizione ha mai inviato una sola pagina. I motivi di tale atteggiamento, delle parole senza atti, rimangono tutti da analizzare. Ciò che è sicuro è che tali proclami, privi di conseguenze pratiche, sembrano avere il senso di irrazionali pratiche iettatrici e non fanno altro che accrescere la preoccupazione dei cittadini; i quali, a loro volta, vedono i guadagni, sudati e maledetti, finire nel buco nero dell'insondabile e dell'incomprensibile, negli incrementi delle addizionali e dei bolli automobilistici.
Eppure, proprio in questo momento, i molisani hanno bisogno di chiarezza e sicurezza. Sottoporre i conti pubblici alle verifiche istituzionali più opportune andrebbe proprio nel verso della tranquillità sociale e del rispetto della democrazia.
«Prendiamo atto che Moody's ha riconfermato il rating e la posizione A2 - scrive ancora Caterina -. Non possiamo certo dimenticare, però, che in passato i bilanci di Parmalat risultavano tutti assolutamente in regola». Difficile vivere e investire in Molise con tali preoccupazioni, con tanti dubbi irrisolti.
17/05/2005