per l'Italia, il rimedio è nell'urna. Speriamo di non trovarci le ceneri». È, questo, un Controcorrente di Indro Montanelli che ben si intona alle parole usate da Candido Paglione nella conferenza stampa di ieri. «Non siamo a lutto — ha detto il mancato presidente della Provincia — la nostra è stata una vittoria politica».
Qualcosa del genere l'aveva detta anche Trapattoni dopo la partita con la Bulgaria. Roba da libro di Totti, insomma.
Paglione, dunque, tira fuori la testa dall'urna e dice di essere ancora vivo. Ma la cerimonia di ieri sembrava davvero un funerale, con i parenti più stretti giunti a consolare da lontano, tutti insieme nel dolore della vittoria perduta.
Dell'occasione mancata per sempre. Uniti nel crisantemo più che nell'ulivo.
Paglione dice che questo è il punto iniziale di una riscossa che porterà il centrosinistra al governo regionale. Non siamo d'accordo. Questo è il punto più basso mai toccato dalla sinistra molisana. I vecchi comunisti di Macchiagodena e Carovilli si rivolterebbero nella tomba - per rimanere in tema con le parole viola-plumbeo di Paglione - se avessero la possibilità di vedere i loro pseudo-continuatori in questi atteggiamenti tipicamente democristiani: l'accordo con D'Ambrosio, il via libera a Patriciello alle Europee, il non voler leggere carte importanti emesse dai tribunali in questi giorni - vedi sentenza Pantrem - e così via.
Subito dopo il primo turno, ci permettemmo di scrivere che la sconfitta del segretario provinciale dei Ds a Fornelli era un segnale molto importante, da non sottovalutare. Avemmo in risposta un fax dell'ufficio stampa, un foglio supponente e violento che conserviamo con cura, in cui si annunciava una grande vittoria della sinistra al ballottaggio. Ora Paglione annuncia la vittoria alle regionali. Iorio ringrazia.
30/06/2004