Il cd è stato presentato all'«Alpheus» di Roma in un concerto che ha entusiasmato il pubblico per la professionalità e la vitalità della proposta musicale. Fabiola Torresi, basso elettrico, Fabiano Lelli, chitarra elettrica, Fabrizio La Fauci, batteria, Fabrizio Frosi, armonica, Eugenio Calcagno, tastiere, e Tina Bellandi, voce, hanno accompagnato il cantautore nell'esecuzione delle canzoni che compongono «Fuggo».
Un album che raccoglie momenti diversi della carriera di Lino Rufo. Dalla title track, antico manifesto dell'autore isernino, rinnovata nell'interpretazione canora, quasi rappata su una solida base armonica di tradizione, alla splendida «Babilonia», canzone di stomaco più che di cervello, forse il punto più alto della carriera compositiva del nostro musicista. Nel lavoro di Lino Rufo trova una giusta collocazione, contemporanea e significativa, «Zingari», brano etnico e ipnotico, scritto su testo di Baldazzi. Infine i momenti lirici, intensi e profondi, di grande poesia: «Dedicato a te» e «Come il vento di settembre» hanno emozionato oltre misura il pubblico romano.
I brani del nuovo cd, prodotto da Enrico Capuano per l'etichetta Blond Records, sono un percorso ancora aperto in un paesaggio musicale fatto di punti di riferimento precisi e importanti e di infiniti desideri di novità. Ed è proprio questo l'elemento più avvincente del nuovo lavoro di Rufo: l'apertura al mondo, la necessità della scoperta e dell'esplorazione.
Ogni brano dell'artista molisano è un omaggio ai grandi della tradizione più nobile della musica internazionale - Lou Reed, Bob Dylan, Otis Redding, Janis Joplin e, a volte, persino Gershwin - ma ha sempre la cifra dell'originalità.
Un brano di Lino Rufo è sempre riconoscibile, per suono e scrittura: è un inchino alla tradizione e, nello stesso tempo, appropriazione di uno spazio nuovo, conquista di un mondo fino ad allora sconosciuto. Proprio per questo, Lino Rufo è, senza alcun dubbio, oltre che un elemento importante della musica d'autore italiana, il vertice dell'espressione artistica della nostra regione. Ciò per la vena ispirativa che sembra non esaurirsi mai e, soprattutto, per la dedizione totale alla musica, a volte persino totalmente fisica, che si traduce in effetti di alta professionalità.
06/03/2004