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Lettere al Direttore

Fisco e cittadino

Stiamo ormai assistendo da mesi a scaramucce della classe politica italiana legate quasi esclusivamente al referendum. Senza voler entrare nel merito della questione, che offre comunque lo spunto per strumentalizzazioni di varia specie da parte degli attori coinvolti, mi sembra che venga distolta l'attenzione da temi riguardanti il protrarsi di uno stato di fermo del paese nel suo insieme e le difficoltà in cui versa una sempre più larga fascia della popolazione italiana. Al riguardo mi permetto di sottolineare che, malgrado la preannunciata attivazione di misure volte a favorire una seria riforma del sistema fiscale, poco o nulla è stato finora concretamente fatto. In tale contesto rientra anche l'auspicato miglioramento dei rapporti tra fisco e cittadino, nell'ottica di una maggiore trasparenza, collaborazione ed umanità, di cui non si è intravista purtroppo all'orizzonte alcuna traccia. A più riprese si è parlato di una rottamazione delle cartelle Equitalia, che è finora è rimasta lettera morta, con il risultato che cittadini che non erano certo evasori in quanto avevano dichiarato i propri redditi ma non avevano potuto versare le imposte perché dovevano dare da mangiare ai propri figli o più semplicemente vivere, oggi si trovano a fronteggiare debiti che sono triplicati per l'applicazione di oneri di tutti i generi, oltre all'insorgenza di atti di pignoramento su stipendi, onorari e quant'altri ed all'iscrizione di ipoteche laddove sussistano proprietà. Mi chiedo e Vi chiedo ma se un cittadino non aveva la possibilità di versare un tributo pari a 100, potrebbe oggi affrontare il pagamento di 300, anche intendendo regolarizzare la propria posizione e potendo usufruire di rateizzazioni fino a n° 10 anni? Senza contare che i bilanci di Equitalia sono evidentemente gonfiati da partite creditorie chiaramente inesigibili. E così tanti cittadini non hanno più un futuro... Nel ringraziarVi anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicare a queste riflessioni, Vi saluto cordialmente. Fabrizio Tocchi

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