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Lettere al direttore

Conti dell’Inps

Egregio direttore, nel suo editoriale di domenica 2 ottobre Eugenio Scalfari ha suggerito al governo un abbattimento del 30% dei contributi dovuti all’Inps, come strumento per rilanciare i consumi e la crescita economica. Su 90 miliardi di euro (il 30% su 300 di totale contributi) il 70% andrebbe alle imprese (63 Mdi) e il 30% (27 Mdi) ai lavoratori. Su uno stipendio lordo di 2.000 euro/mese si otterrebbero 180 euro/mese (il 9%) che dopo la deduzione dell’Irpef diventerebbero 130 euro/mese; su uno stipendio di 10.000 Euro la deduzione sarebbe di 900 E/mese e 500 dopo aver pagato l'Irpef; su uno stipendio di 20.000 euro/mese si otterrebbero 1.800 euro dal pagamento di minori contributi, pari a 1.000 euro dopo l’Irpef . Ora non è detto che i 130 euro vengano destinati ai consumi perché in questa fascia di reddito sono alti i debiti e la preoccupazione per il futuro. Inoltre coloro che si ritrovano 1.000 euro in più al mese hanno già quasi tutto quello che è acquistabile e quindi più che ai nuovi consumi penseranno piuttosto ai fondi di investimento. Per riequilibrare i conti dell’Inps, dopo il salasso della riduzione dei contributi, Scalfari propone di tassare coloro che guadagnano più di 120.000 euro/anno, e si tratta allora di analizzare la distribuzione del reddito italiano per centili e verificare che i centili delle famiglie con più di 120.000 euro possano sostenere la riduzione dei contributi proposta, pari a 90 miliardi di euro.

Ascanio De Sanctis

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