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IL FUTURO DELLA CAPITALE

Virginia non farci rimpiangere disastro-Marino

Virginia Raggi annuncia il faccia a faccia con Matteo Renzi: Credo ci vedremo a breve

Virginia Raggi

E ora? Dove sono i coretti sull’onestà, la lapidazione giacobina, l’invocazione del tutti a casa? Quanto accaduto alla giunta di Virginia Raggi, con l'ultima tranciata giudiziaria sull'assessore ai rifiuti, dimostra tutti i limiti del progetto. Non stentiamo a immaginare quale sarebbe stata la mobilitazione pentastellata di fronte a un’amministrazione guidata da Roberto Giachetti o da Giorgia Meloni qualora avessero avuto lo stesso, traumatico, «inizio-non inizio» fra dimissioni rumorose e iscrizioni sul registro degli indagati. Sarebbero stati sit in, campagne web, comizi, forse una spettacolare calata a Roma di Beppe Grillo che invece ora, quando il mare mosso intralcia la navigazione del suo sindaco, si tiene ben lontano dal Raccordo obbligando i suoi marinai a non fiatare sul punto. Ci piace però scoprire un timido barlume garantista in Di Maio che sull’assessore grillino Muraro (indagata) ieri non ha mulinato la solita clava utilizzata per chiunque altro. Ha giustamente preso tempo: «Bisogna prima vedere le carte». Nell’attesa notiamo che siamo a tre mesi da quel travolgente primo turno elettorale, figlio anche di un’attrazione esercitata in parte dell’elettorato di destra, che sancì l’abbraccio del popolo romano al Movimento con l’ipoteca sulla vittoria al ballottaggio. Dopo i Raggi di sole, però, cadono assessori come foglie e nemmeno siamo in autunno. Occhio. La fortuna del Movimento (e della Raggi) è stata la crocifissione preventiva di qualsiasi avversario politico (bastava solo un’indagine aperta, un sospetto o addirittura un’intercettazone). È stata la convinzione di poter costruire una classe dirigente del tutto immune rispetto ad assetti di potere del passato. Purtroppo però l’inizio della nuova era disegna il fallimento culturale di questi principi. Roma non può reggere a lungo un’amministrazione claudicante, e dunque solo per il bene della città ci auguriamo che, dalle parti del Campidoglio e della Casaleggio Associati, si faccia tesoro degli errori fatti. Virginia si svegli, batta un colpo, dia segni di vita e di vitalità. Sennò ci toccherà rimpiangere Marino (no, ma che ho scritto? Marino no. Assolutamente no. Scusate, mi sono fatto prendere la mano).

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