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IL FUTURO DELLA CAPITALE

Marino, Raggi e Il Tempo

Caso scontrini, assolto l'ex sindaco Ignazio Marino

Caro Senatore (nonché ex assessore) Esposito, ognuno fa il proprio mestiere. Noi facciamo spesso della provocazione in prima pagina un’arma giornalistica non convenzionale e lei giustamente cerca di utilizzare pro domo sua quando le conviene, e il nostro titolo di ieri («Aridatece Marino») politicamente le fa un gran comodo. A scanso di equivoci, e per rassicurare quanti hanno preso troppo sul serio la nostra apparente nostalgia del sindaco Marziano, diciamo subito che nonostante la Raggi stia dando prova di incapacità assoluta, il buon Marino non ci manca neanche un po’. Fin dal suo atterraggio sul Pianeta Roma, quando nel Pd (e fra molti grillini) il chirurgo era acclamato da eroe della società civile prestato alla politica, questo giornale ha sempre tenuto la barra dritta in una critica obiettiva e decisa, spesso dura, com'è nella sua storia e nella sua vocazione. Dall’incapacità di gestire situazioni di crisi nella Capitale (ancora si parla del nubifragio del gennaio 2014) fino allo scandaletto della Panda, Affittopoli, gli scontrini e ai molti altri errori e dilettantismi che hanno costellato la via fino alla caduta finale, noi siamo stati, di tutto questo, puntuali testimoni. Siamo stati l’unica nota stonata in un coro mediatico quasi unanime nel giubilo fino a quando, con Sotto Marino in disgrazia, tutti gli altri si sono vigliaccamente accodati. Da politicamente scorretti siamo diventati anticipatori, e quanto accaduto conferma che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Per questo, il nostro titolo a tutta pagina «Aridatece Marino» non può che essere una iperbole, un paradosso, a sottolineare quel preoccupante filo di continuità che allaccia la scorsa amministrazione democratica a quella attuale del M5S, tra omissioni, imbarazzi, indagati, tentennamenti, incapacità di gestire prontamente le situazioni. Certo, i Cinque Stelle al Campidoglio si sono avvitati su se stessi in appena tre mesi e Marino ha fatto di peggio fin quando è stato pugnalato alle spalle dai suoi stessi compari, ma noi, mai e poi mai, rivorremmo in Campidoglio lo stalker del Pontefice, il sindaco dei rom, il SottoMarino (copyright de Il Tempo). Questo lo spieghiamo anche ai tanti webeti e gladiatori da tastiera, agitatori di clave virtuali senza ironia, che ieri hanno litigato sulla rete con chi invece quel titolo lo faceva proprio per sfottterli un po’. Piuttosto, senza eccessi provocatori, senza iperboli politicamente scorrette, il grido da lanciare a tutta pagina è «Aridatece Roma». Una città vivibile, dignitosa, di nuovo bella e accogliente dove i cittadini siano destinatari di servizi e non spettatori di zuffe nel Palazzo. L’abbiamo detto a Marino, lo ripetiamo alla Raggi: fate presto, la Capitale muore.

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