Riccardo Putortì Su un campo della via Nomentana a Roma una domenica di calcio si trasforma in inferno. Calci, pugni, sangue e minacce di morte con due ricoverati, con un setto nasale rotto e una commozione cranica con perdita parziale della memoria. A Contigliano, nello stesso momento, rissa con botte e parole grosse fra persone che abitano a 3-4 chilometri l'una dall'altra, in una zona più volte tenuta sotto controllo, visto il sito sportivo non adeguato a ospitare partite di football. Sembrano due notizie prese a caso di cronaca fra dei delinquenti da strada. Invece per quanto lontano e irriguardoso, c'è un filo conduttore fra questi eventi vergognosi: il calcio dilettantistico. E non si sta parlando di pluripregiudicati che sfruttano l'occasione per delinquere ma i protagonisti sono spesso uomini conosciuti nell'ambiente sportivo, che hanno famiglia e dei figli da crescere e a cui debbono dare l'esempio. E l'esempio quale sarebbe? Fare come sul campo dell'Atletico Vescovio, dove al termine della partita, giocatori e pseudo-tifosi di casa si lanciano ad una caccia all'uomo contro gli avversari del Centro Italia solo perchè hanno vinto sul "loro territorio?". Le parole a fine partita di mister Floccari sono eloquenti. «I giocatori del Vescovio sono dei delinquenti e sono già noti per atti del genere. Capitan Formichetti non vuole più giocare a pallone, D'Angeli non ricorda nulla, alcuni dei giovani erano terrorizzati. Se non ci saranno dei duri provvedimenti della Federazione (che sarebbe pronta ad aprire un'inchiesta
ndr), noi non scenderemo in campo domenica prossima». O forse l'esempio giusto è fare come a Contigliano, dove a forza di calci, pugni e percosse fra tifoserie e giocatori si è dovuta sospendere la partita fra i locali e il Poggio Fidoni, dopo il ferimento dell'allenatore ospite, mister Bianchetti? La gravità dei fatti ha spinto anche il consigliere comunale Fabio Nobili a diramare un comunicato, con il quale dichiara preoccupazione riguardo all'impianto sportivo di Contigliano, oltre che ai fatti avvenuti, ed esprime sincera solidarietà ai giocatori della Stella D'Oro. Alla luce dei fatti viene in mente una sola domanda: e questo sarebbe calcio? Non ci sarebbe bisogno di rispondere. In teoria.
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09/02/2010