Nel croceristico c'è il rischio di qualche flessione generarata non tanto dalla crisi, quanto dalla perdita di alcuni grandi armatori che da Civitavecchia si sono defilati. È il caso del gruppo Carnival che da anni aveva scelto Civitavecchia come Home Port e qui battezzato l'ultima nata, la «Liberty». Turn around per i tre gioielli della casa americana e movimento impressionante di croceristi ed equipaggio. Dallo scorso anno Carnival ha lasciato le rive del Tirreno trovando casa nella più... accogliente Barcellona. Si parla di costi meno gravosi in porto ma anche di uno scalo, quello catalano, che è Barcellona. Civitavecchia invece non è Roma. Collegamenti fatiscenti ed accoglienza a terra da terzo mondo. Se Civitavecchia non è definitivamente decollata, lo deve proprio alla carenza di strutture. Arriveranno, garantiscono dall'Authority, non appena saranno sbloccati i fondi Cipe. Vedremo. Intanto Ciani festeggia il primato di un porto ecologico. Bene, molto bene, basta non perdere altri armatori, altrimenti questo porto diventerà davvero il numero uno al mondo per ecologia, perché più navi si perdono meno inquinamento ci sarà . Ultima nota, riservata al presidentissimo. Per due anni s'è visto col contagocce in Authority complice il duplice impegno Europeo-Civitavecchia, ma anche adesso non è che brilli in presenze. Sabato ad esempio, è mancato alla prima di Costa Deliziosa, ribadiamo, Costa Crociere, che nel 2011 porterà almeno 600mila passeggeri, come era mancato alla prima della Msc Splendida. In rappresentanza c'era il segretario generale Guacci che per fortuna di portualità ne mastica, ma gli onori di casa, in certe circostanze, dovrebbe farli il padrone. O no?
Vai alla homepage
08/02/2010