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03/02/2010, 05:20
I termini dell'accordo con l'Udc hanno fatto infuriare gli ex FI. A fare le spese dell'asse nascente Fini-Casini potrebbe essere subito il gruppo locale degli ex Forza Italia.
«Chi ha babbo non pianga» ironizzava ieri qualche esponente del gruppo di Nando Gigli a proposito delle voci sull'accordo chiuso tra Pdl e Udc sul tavolo regionale anche per quel che riguarda la Provincia di Viterbo. A fare le spese dell'asse nascente Fini-Casini potrebbe essere subito il gruppo locale degli ex Forza Italia. Sembrerebbe che in sede di trattativa regionale, condotta dagli ex An, si sia deciso che in caso di vittoria l'Udc avrà tre assessorati e la vicepresidenza della Provincia di Viterbo. Agli ex An due assessorati e il presidente per cui è stato candidato Marcello Meroi. E agli ex FI due assessorati provinciali e la presidenza del consiglio. Dunque solo qualche briciola del pasto che si apprestano a consumare An e l'Udc, se si pensa che i Popolari Liberali, da soli, avranno un assessorato. Durissime le reazioni che si sono registrate ieri nel gruppo degli ex FI.
A metà giornata è addirittura corsa voce che Giulio Marini stesse preparando la lettera di dimissioni da coordinatore provinciale del Pdl. Tutti i sindaci di area FI, insieme a tutti i gruppi locali, tra cui il coordinamento di Acquapendente che ha mandato un comunicato infuocato dicendo «stavolta non si scherza più», si sono sollevati in un coro di protesta minacciando di fare una propria lista. Intanto ieri sera si è tenuta una riunione riservatissima tra la direzione provinciale del Pdl di nomina FI da cui, non è escluso, potrebbero scaturire oggi decisioni anche drastiche. «Al di là del commento assolutamente positivo per la scelta di Meroi - dice Marini - va rilevato un accordo regionale che cade pesantemente sul territorio. Abbiamo rispettato il principio dell'alternanza tra FI e An alla guida del Comune e della Provincia, ora vanno mantenuti certi equilibri».
Commenti ancora più duri dagli altri sindaci della Provincia: «Sono molto perplesso da questo eccesso di rappresentatività dato all'Udc. Se l'accordo dovesse chiudersi come dicono, l'ex FI ne uscirebbe a pezzi» dice Battistoni, sindaco di Proceno e candidato in pectore per la Regione. Una vera bomba ad orologeria Paolo Equitani, sindaco di Bolsena: «È una vergogna. Se i patti saranno questi, allora ci saranno altre liste. FI rappresenta il 70% dell'elettorato di centrodestra della provincia viterbese».
Concorda anche Alessandro Cuzzoli, sindaco di Caprarola: «Qui si va verso l'assegnazione di incarichi a gente senza voti» riferito a qualche assessorato esterno che sarebbe già stato deciso. «Visto che FI non conta più nulla – prosegue - ci dicano se dobbiamo passare tutti ad An o all'Udc. In Provincia 20 sindaci sono di area FI e uno solo di An. Se ne dovrà tenere conto». E infine Candido Socciarelli (Popolari liberali): «è ora di farla finita con le imposizioni romane. Siamo pronti alla rivolta se Marini ce lo chiederà. Non escludiamo in caso di forzature la presentazione di un candidato Presidente con la nostra lista».
Lara Baglioni
03/02/2010