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14/01/2012, 05:30

Notizie - Lazio nord

Politica Il primo cittadino ha rassegnato le dimissioni da parlamentare: «Così non si tagliano le spese»

Marini ha scelto. Sarà solo sindaco
«Sono sereno. Da oggi potrò essere ancora più presente sul mio territorio»

Wanda Cherubini

VITERBO «Dando seguito alla delibera della Giunta delle elezioni del 14 dicembre scorso con la quale è stata dichiarata l'incompatibilità con il mandato parlamentare della mia carica di sindaco di Viterbo ed alla conseguente richiesta di opzione da Lei rivoltami con lettera in pari data, rassegno le mie dimissioni dalla carica di deputato».

Queste le prime frasi della lettera inviata al presidente della Camera dei deputati Fini lo scorso giovedì da parte del sindaco Giulio Marini, che ieri, nel corso di una conferenza stampa , ha voluto ripercorrere i passaggi che hanno portato a questa scelta. Il primo cittadino di Viterbo ha rassegnato le dimissioni dopo aver votato la richiesta d'arresto per Nicola Cosentino. La Giunta per le elezioni aveva sancito lo scorso 14 dicembre l'incompatibilità tra la carica di deputato e quella di sindaco sulla base della sentenza 277 del 21 ottobre 2011 della Corte Costituzionale, mettendo in condizione sei primi cittadini di comuni con una popolazione superiore ai 20mila abitanti di scegliere una delle due cariche. «È una decisione che ho preso con grande serenità – commenta Marini – Sono tranquillo. Del resto c'è stato un cambiamento di opinioni da parte della giunta per le elezioni. La giunta aveva una specifica linea di condotta sul sindaco di Catania. Poi è cambiata la maggioranza e naturalmente l'opinione. Non si tratta, quindi, di un fatto giuridico – incalza Marini – ma politico. I presidenti delle Province poi non sono toccati dalla sentenza. Discuto l'accelerazione che è stata data per sopraffare la decisione del Senato. Ma sono sereno e sarò ora molto più presente per la città. Il problema principale è combattere questa Finanziaria che ora combatterò sul territorio. La decisione sull'incompatibilità è un errore secondo me dovuto al momento particolare che stiamo vivendo». Dalla prossima settimana, quindi, al posto del deputato Marini ci sarà un parlamentare a sostituirlo. «Percepirà, quindi, uno stipendio e in più ci sarà un sindaco, io, che dovrà essere pagato – precisa - Se questo vuol dire diminuire i costi della politica non credo che si sia fatta una grande scelta». Il sindaco poi ricorda di aver ottenuto il 63,2% di consensi e come, in questi tre anni e mezzo del suo mandato, abbia portato una serie di cambiamenti anche duri. «Siamo stati il primo capoluogo a livello regionale - prosegue - a presentare i progetti per i finanziamenti del programma Plus. Abbiamo tempo entro il 30 febbraio per chiudere l'istruttoria di questo progetto di riqualificazione della città e questo era un motivo importante per cui era opportuno rimanere. Il grande timore per me sarebbe stato quello di non completare questo progetto che, come minimo, ci porterà ad avere un finanziamento di 5 milioni di euro per la nostra città». Marini non nasconde poi che sono stati tre anni e mezzo difficili visti i cambiamenti epocali e che i prossimi anni saranno ancora più difficili. Sulla sua possibile ricandidatura poi il sindaco non si sbilancia, ma è chiaro sul fatto che, comunque «non permetterà che l'amministrazione si metta in mano a persone non testate, visto i tempi non facili». «I 5 milioni di euro circa che mancheranno sul bilancio di quest'anno dalle sommatorie della Finanziaria si faranno sentire» – conclude il primo cittadino.

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14/01/2012










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