Marco Fuggetta RIETI Tira aria da resa dei conti nel Partito Democratico e nella coalizione di centrosinistra dopo la vittoria di Davide Basilicata a Fara Sabina. Sul banco degli imputati sono finiti i vertici provinciali del Pd che, per dirla alla Cicchetti (Pdl), «non hanno colto i segnali che ormai da anni arrivavano da Fara Sabina. Noi invece avevamo capito e abbiamo avuto ragione». I segnali che il centrosinistra non ha colto sono «i voti in meno presi alla Camera dal Pd nonostante la candidatura di Perilli - spiega Cicchetti - e il dimezzamento dei voti a Fara Sabina nelle elezioni dello scorso anno». Un'analisi, quella del consigliere regionale del Pdl, secondo Perilli sbagliata perché fatta di «considerazioni approssimative e non rispondenti assolutamente a quanto realmente accaduto nelle ultime competizioni elettorali». «I numeri sono inoppugnabili - ribatte Cicchetti - È stata colpa della persona? Del partito? Questo devono stabilirlo loro. Il dato certo è che a Fara Sabina si è registrata un'implosione annunciata della classe dirigente del centrosinistra». E in molti a sinistra in queste ore, anche se non apertamente, sembrano condividere l'analisi della «sconfitta annunciata» elaborata da Cicchetti. Ma Perilli, in una lettera aperta, tenta di indicare la strada per ripartire chiedendo al Pd «di recuperare una capacità di interlocuzione» con la gente e di «evitare processi sommari che sembrano comunque già partiti e che non servirebbero a nulla, se non ad alimentare quella sorta di guerra di tutti contro tutti devastante e demenziale». Una guerra che, appunto, nel centrosinistra sembra già avviata e che si indirizza, inevitabilmente, verso Palazzo Dosi e l'Udc. «Bisogna riflettere su cosa non abbia funzionato a Fara ma anche su quale piega prenderà il sistema di alleanze del centro sinistra, in primis l'accordo con l'Udc che ha virato bruscamente a destra - commenta il segretario provinciale Pd, Vincenzo Lodovisi - Serve chiarezza perché non è proponibile ulteriormente la storiella delle alleanze personali. Resta il dubbio infatti che l'assessore provinciale Beccarini abbia potuto apprezzare in campagna elettorale la visione urbanistica di Basilicata, su espresso mandato del presidente Melilli». E qui entra in scena proprio Beccarini, l'assessore provinciale Udc che tra pochi giorni entrerà in consiglio comunale a Rieti, insieme a Marco Pasquali, per sostituire i dimissionari Lattanzi e Calabrese. «Le voci che girano su una nostra entrata nella giunta del Comune sono fantapolitica - risponde Beccarini - Noi al Comune resteremo opposizione e in Provincia resteremo maggioranza con il centrosinistra». Ma i rapporti con il Pd e il resto della coalizione? «Sono buoni. Capisco alcune loro riflessioni ma a Fara si è trattato di una scelta autonoma dell'Udc locale». Le elezioni al Comune di Rieti però si avvicinano e il centrosinistra chiede chiarezza? «Ma se il centrosinistra ancora non ha né il candidato, né il programma come si fa a chiedere a noi oggi con chi staremo? L'Udc è disposta immediatamente ad aprire un tavolo ma certo non firmiamo cambiali in bianco a nessuno».
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19/05/2011