Al Western Spirit Pro Rodeo di Scandriglia si è svolta la conferenza di Gilbert Douville, poeta e studioso della tribù dei Lakota Sioux Tribe. Messe a nudo le condizioni avverse nelle quali vertono le tribù, «la tragedia del popolo nativo - si è detto - può essere considerata analoga a quella degli ebrei nel periodo della dittatura hitleriana». L'insigne studioso ha voluto evidenziare il dramma dei nativi: «Da parte americana - ha spiegato Douville - nei confronti del nostro popolo c'è innanzitutto un problema di territorio legato anche ad una nostra concezione filosofica. La realtà è che gli americani occupano un territorio che di fatto era nostro. L'idea di proprietà è a noi sconosciuta, possedere un territorio è come dire di voler possedere l'aria. Esiste poi una questione politica: il Governo americano vuole mantenere i nativi in stato di povertà e ignoranza. L'obiettivo appare essere quello di eliminare una cultura». Il dibattito, durato oltre cinque ore, ha visto anche la partecipazione del consigliere provinciale, delegato alla cultura, prof. Domenico Scacchi, storico e vicerettore dell'università Roma 3. «È un tema da ricollocare ed approfondire - annuncia Scacchi - interessante per la Sabina». Per il presidente della Pro loco: «È un evento importante al quale daremo seguito - assicura Bruno Borgia - Credo ci sia una affinità reale, tra nativi e sabini, nell'amore verso il cavallo e la natura nelle sue espressioni più diverse». Tra i progetti futuri, una raccolta di firme ed altri incontri di sensibilizzazione sul tema.
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07/09/2010