Obiettivo della maggioranza è arrivare in tempo utile alla definitiva approvazione del documento. Il Pdl però non ci sta e promette battaglia. È ancora una volta il consigliere Felice Costini ad attaccare il centrosinistra, innanzitutto per le «evidenti crisi interne al Pd» e poi, soprattutto, per la gestione della vicenda. «Ritengo che qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso - dichiara Costini - avendo la consapevolezza dell'emergenza creatasi per il cospicuo numero di cinghiali presenti sul territorio tale da essere un danno enorme e continuo per gli agricoltori della nostra provincia (con risarcimenti in forte ritardo per colpa proprio dell'amministrazione provinciale), auspichi un regolamento sulla caccia al cinghiale che la renda più agevole e diffusa proprio per ricreare un equilibrio naturale che nel territorio è saltato». Secondo Costini, il centrosinistra «sulla pressante spinta proprio del commissario Lodovisi, tenta affannosamente di approvare un regolamento il cui presupposto ideologico è che la gran parte dei cacciatori sia formata da bracconieri, al punto di arrivare a sconfessare anche il precedente presidente della commissione Agricoltura, Paolo Camici, anch'egli del centrosinistra, che nello scorso mandato produsse un regolamento, quello sì approvato all'unanimità , oggi addirittura indicato come uno strumento garante di quanti non vorrebbero regole nel mondo venatorio». Martedì prossimo si torna in consiglio ma, ricorda Costini, «senza rianalizzare l'argomento in commissione, facendo spallucce davanti le illegittimità in esso contenute e che provocheranno inevitabilmente una serie di ricorsi al Tar con il rischio della sospensione dell'attività venatoria per l'anno in corso. Il Pdl - conclude Costini - continuerà in Consiglio provinciale la battaglia al fianco dei cacciatori e degli agricoltori». Intanto ieri e domenica due giornate di preapertura fuori dalle Zps per quattro specie: la tortora, la cornacchia grigia, la gazza e la ghiandaia.
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02/09/2010