Dopo due serate di Belcanto, spazio al jazz con data unica di livello internazionale per Rachelle Ferrell. Domani sera, ore 21, piazza Cesare Battisti, arriva una protagonista indiscussa della scena «la nuova voce nera che imperversa in tutto il mondo – ha dichiarato Giampiero Rubei, direttore artistico della della Sezione Jazz – attualmente è la numero uno, la più richiesta e per averla al Reate Festival abbiamo fatto i salti mortali. La Ferrell è un'acquisizione recente nel panorama jazz contemporaneo, ma la sua notorietà nel panorama pop-urban contemporaneo ha favorito l'interesse del pubblico verso le sue registrazioni jazz. Il suo talento di cantautrice e l'abilità di accompagnarsi da sola al piano non fanno che valorizzare il suo naturale dono di vocalist». Ieri sera, intanto, a S. Domenico è andata in scena «La Petite Messe Solennelle» di Rossini. Si è svolta sulla scia dell'entusiasmo travolgente della serata inaugurale che ha visto anche la presenza del presidente della Fondazione Flavio Vespasiano, Gianni Letta. «Specificità ed eccezionalità fanno del Reate Festival una rassegna che si distingue tra tutte, in un'Italia che pullula di festival da un capo all'altro della penisola e nelle isole, soprattutto nella stagione estiva – ha dichiarato Letta - anche l'edizione 2010 si propone una rarità e la serata inaugurale ne è stata piena dimostrazione. Il debutto della Reate Belcanto Orchestra e del Belcanto Chorus, poi, segnano quest'anno un ulteriore passo in avanti rispetto alla volontà della Fondazione di recuperare la tradizione belcantistica. Ed ecco allora l'eccezionalità , non solo per gli appassionati, ma anche per gli esperti e i filologi della musica. E non è affatto un caso che la direzione artistica della sezione Belcanto sia stata affidata al maestro Bruno Cagli». Soddisfazione piena, per la serata de «Il Campanello», è stata espressa anche dal sindaco Emili, dall'on. Guglielmo Rositani, dal sen. Cicolani, da tutto il Cda della Fondazione. Queste le parole del Sovrintendente della Fondazione Flavio Vespasiano, Carlo Latini. «Un successo incontrastato, come del resto era nelle aspettative, supportate dal carattere delle accattivanti novità annunciate non solo dalla scenografia ma anche dalla regia di Scarton – ha dichiarato – l'apertura del Festival ha reso protagonista la nostra Orchestra, tanto desiderata da Bruno Cagli e Kent Nagano, regalando l'effetto di un suono antico e trasparente. Siamo orgogliosi dell'alto profilo della manifestazione».
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22/08/2010