L'impresa agricola, fortemente in crisi per i debiti e per i bassi prezzi, non riesce più a produrre e a vendere. In questi giorni Coldiretti ha "incrociato i guantoni" con tutte le istituzioni: Prefettura, Provincia, Comuni, parchi e aree protette. Da tutti ha avuto assicurazioni ma il risultato è che i danni sono stati risarciti solo fino al 2007, che le catture avviate dai parchi sono state sospese e che nulla è stato fatto per un controllo serio e produttivo. Basta, i cinghiali son troppi e vanno ridotti di numero. Bene fa il sindaco di Amatrice a minacciare ordinanze che vanno in questa direzione, apprezziamo anche l'impegno dell'assessore provinciale all'agricoltura di Rieti e il desiderio del Prefetto di trovare una soluzione ma, pur ringraziando tutti, siamo arrabbiati, insoddisfatti e stanchi. Pertanto, egregio presidente Fabio Melilli, l'amministrazione provinciale è deputata a trovare una soluzione. La Coldiretti è mobilitata, rivendicando il proprio sacrosanto diritto sindacale della protesta e della piazza, qualora dovesse permanere il perdurare dello stato delle cose».
Il direttore della Coldiretti Aldo Mattia
e il presidente Enzo Nesta
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30/06/2010